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Home » Salute » Scienza » Punture per dimagrire, boom del 78% in Italia: la moda che sta svuotando i portafogli (e rischia di riempire gli ospedali)

Punture per dimagrire, boom del 78% in Italia: la moda che sta svuotando i portafogli (e rischia di riempire gli ospedali)

Semaglutide e farmaci GLP-1: boom di vendite nel 2024 (+78,7%). Rischi dei farmaci contraffatti online e consigli per un uso sicuro sotto controllo medico.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene18 Novembre 2025
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Sempre più italiani stanno acquistando semaglutide, tirzepatide e liraglutide per dimagrire
Sempre più italiani stanno acquistando semaglutide, tirzepatide e liraglutide per dimagrire (fonte: Unsplash)

Nel 2024 è stato segnalato dall’Agenzia italiana del farmaco un aumento del 78,7% nella vendita privata degli analoghi del recettore GLP-1, farmaci sviluppati per il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità, ma sempre più utilizzati impropriamente per dimagrire. La sola semaglutide ha generato 55,3 milioni di euro di spesa privata, a cui si aggiungono altri 21,8 milioni di euro per acquisti di fascia A non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. A questi si sommano poi 13,4 milioni di euro per la liraglutide, per un totale stimato di oltre 300mila confezioni vendute nel 2024.

I farmaci più diffusi sono Ozempic (nome commerciale della semaglutide) e Mounjaro (tirzepatide), utilizzati principalmente per la cura del diabete di tipo 2 con rimborso del Sistema sanitario nazionale, e impiegati anche contro l’obesità. In questo secondo caso i pazienti devono pagarli di tasca propria, con costi che vanno dai 170 ai 300 euro al mese per le iniezioni sottocutanee quotidiane o settimanali. Per acquistarli in farmacia è sempre necessaria la ricetta medica, ma la richiesta continua a crescere vertiginosamente.

“C’è una richiesta importante”, conferma Andrea Bellon, presidente di Federfarma. “Ogni farmacia ne vende una media di 10 scatole al mese e non è poco, considerando il prezzo. Lo vogliono soprattutto clienti di mezza età, con una leggera prevalenza delle signore, giovanissimi e grandi anziani non ne vediamo. Arrivano tutti con la ricetta bianca dello specialista, che può essere l’endocrinologo, il diabetologo, il nutrizionista, medici ai quali si sono affidati per dimagrire in modo serio e controllato”.

Tuttavia, il vero allarme per chi acquista il farmaco delle star americane riguarda un fenomeno parallelo e ben più pericoloso: “Il problema sta nelle tante persone che invece non si rivolgono allo specialista ma si fanno convincere dal passaparola“, avverte Bellon. “E se non riescono a ottenere la prescrizione, nemmeno dal medico di famiglia, o non vogliono passare per i canali ufficiali, si rivolgono al web, a farmacie virtuali che vendono di tutto. Senza sapere che così mettono seriamente a repentaglio la loro salute, perché non puoi sapere se le confezioni acquistate online contengano veramente ciò che dichiarano e nei dosaggi indicati. In genere sono contraffatte“.

Le restrizioni nell’utilizzo e i prezzi elevati hanno alimentato la nascita di un mercato illegale online, dove proliferano falsi farmaci spacciati per GLP-1. L’Agenzia europea per i medicinali e le agenzie europee hanno segnalato un forte aumento del numero di farmaci illegali commercializzati come agonisti del recettore del GLP-1, come semaglutide, liraglutide e tirzepatide, per la perdita di peso. Questi prodotti vengono spesso venduti tramite siti o social fraudolenti, privi di autorizzazione e di controlli di sicurezza.

Le conseguenze possono essere drammatiche. Una trentunenne padovana ha comprato Ozempic su un sito dedicato al wellness e dopo esserselo iniettato in pancia, come da indicazioni, è finita in coma ipoglicemico: in quella fialetta non c’era semaglutide, il principio attivo del medicinale, ma insulina. Si è salvata solo perché i familiari ancora in casa hanno subito chiamato un’ambulanza.

Una confezione di iniezioni di semaglutide, nota con il nome commerciale Ozempic
Una confezione di iniezioni di semaglutide, nota con il nome commerciale Ozempic (fonte: Unsplash)

Chi assume questi prodotti contraffatti rischia insuccesso terapeutico, problemi di salute inaspettati e gravi, e interazioni pericolose con altri medicinali, avvertono l’EMA (European Medicines Agency) e l’HMA (Heads of Medicines Agencies): “Gli agonisti del recettore del GLP-1 sono farmaci soggetti a prescrizione medica per gravi patologie come diabete e obesità e devono essere assunti sotto la supervisione di un medico. I pazienti che ritengono di poter trarre beneficio dal trattamento con questi farmaci dovrebbero consultare un medico e non dovrebbero mai acquistarli senza prescrizione medica o da fonti diverse dai rivenditori autorizzati”.

Gli agonisti del recettore GLP-1 mimano l’azione di un ormone intestinale che stimola la produzione di insulina, rallenta lo svuotamento gastrico e aumenta il senso di sazietà. “Agiscono anche sui centri cerebrali coinvolti nei meccanismi della fame e del piacere”, spiega Silvana Gaetani, professore ordinario di Farmacologia all’Università Sapienza di Roma e coordinatrice dell’Early Career Pharmacologists Group della Società Italiana di Farmacologia. “Mentre l’azione dell’ormone dura due o tre minuti, quella dei farmaci è molto prolungata”.

Il Mounjaro, l’ultimo ritrovato basato sul principio attivo tirzepatide, in un anno riesce a far perdere il 22,5% del peso corporeo, contro il 16,9% garantito da Ozempic e Wegovy, l’altra formulazione della semaglutide. La liraglutide ha invece permesso di diminuire il peso corporeo del 4-5%, con benefici limitati dopo due anni dalla fine del trattamento.

“È vero, funzionano, ma si devono assumere sotto controllo medico e rispettando la catena del freddo”, ammonisce il presidente di Federfarma. “Vanno conservati a una temperatura compresa tra 2 e 8 gradi. Ogni tanto qualcuno ci prova e li chiede senza ricetta, oppure vuole lo sconto, ovviamente senza risultato. Tanto entusiasmo si deve al fatto che pazienti ormai demoralizzati per aver provato di tutto senza risultato, oggi possono contare su farmaci realmente efficaci”.

Tra gli effetti collaterali più comuni si segnalano nausea e vomito, diarrea o stitichezza e dolore addominale, che di solito si riducono dopo le prime settimane. Meno frequenti sono mal di testa e affaticamento, mentre rari sono i casi di pancreatiti e calcoli biliari. La semaglutide, rispetto agli altri due farmaci, ha comportato più spesso disturbi gastrointestinali. Sono stati inoltre segnalati problemi agli occhi, anche seri.

“È necessario un monitoraggio attento, soprattutto nelle fasi iniziali”, sottolinea Silvana Gaetani. “La sorveglianza continua è indispensabile per raccogliere anche gli eventi avversi rari e rarissimi che emergono con l’uso su larga scala e che servono alle agenzie regolatorie, europea e italiana, per garantirne un impiego sempre più sicuro”. Sospendere improvvisamente il trattamento può portare a un rapido recupero del peso perso, poiché viene meno il controllo su fame e metabolismo.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha commissionato una serie di revisioni, pubblicate nella Cochrane Library, che hanno fatto ordine tra gli studi sugli effetti di questi farmaci iniettabili per la perdita di peso. Le analisi confermano che semaglutide, liraglutide e tirzepatide sono molto efficaci nella lotta all’obesità, ma rimangono ancora tre criticità su cui lavorare prima di auspicarne la diffusione su larga scala.

Innanzitutto, mancano degli studi sugli effetti a lungo termine di questi medicinali. In secondo luogo, sono ancora poco accessibili economicamente, rappresentando una soluzione che rimane per molti un intervento estetico da milionari. Vale soprattutto per semaglutide e tirzepatide, mentre la protezione brevettuale della liraglutide è scaduta e il farmaco è oggi maggiormente accessibile grazie a versioni generiche. La stessa sorte toccherà alla semaglutide nel 2026 in alcuni grandi mercati come Cina, India, Brasile, Canada e Turchia.

Il terzo punto critico riguarda la scarsa indipendenza delle ricerche. La maggior parte degli studi finora è stata finanziata dalle stesse case farmaceutiche produttrici dei farmaci, che hanno anche curato l’impianto sperimentale, le analisi e la comunicazione dei risultati. Come precisano gli autori delle revisioni, sono necessari più studi indipendenti che assumano il punto di vista della salute pubblica.

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