Nelle scorse ore il Sole ha emesso un brillamento solare di classe X1.9, uno dei fenomeni più intensi che la nostra stella possa produrre. Questo evento ha innescato un allarme di tempesta geomagnetica previsto per domani, giovedì 4 dicembre. Allarme da non sottovalutare, visto che negli ultimi giorni ne hanno fatto le spese i software di molti aerei.
L’eruzione è partita da una regione molto attiva sulla superficie solare, chiamata macchia solare AR4299, che in questi giorni è puntata verso la Terra. Gli effetti si sono visti subito: ieri, il brillamento ha causato interruzioni temporanee nelle comunicazioni radio in Australia e in gran parte dell’Asia sud-orientale. Questo accade perché l’intensa energia emessa ionizza gli strati alti della nostra atmosfera, disturbando le onde radio.

Il brillamento è stato accompagnato da una gigantesca espulsione di massa coronale (CME), ovvero l’emissione di un’enorme nuvola di materiale solare e campi magnetici nello spazio. È proprio quando queste CME raggiungono il nostro pianeta che possono scatenare le tempeste geomagnetiche, capaci di disturbare le nostre tecnologie.
Le agenzie spaziali, come il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), hanno emesso un avviso: l’impatto atteso il 4 dicembre non dovrebbe essere diretto, ma potrebbero verificarsi comunque effetti minori sulle infrastrutture tecnologiche. I settori più sensibili sono le comunicazioni radio e i sistemi di navigazione satellitare (come il GPS), le reti elettriche, anche se i blackout gravi sono rari per tempeste di questa intensità e i veicoli spaziali e gli astronauti in orbita.
Gli scienziati stanno monitorando costantemente la situazione, anche perché c’è sempre un piccolo margine di incertezza nelle previsioni spaziali: l’arrivo della tempesta potrebbe essere anticipato.
Non tutto è negativo. Un effetto collaterale meraviglioso di queste tempeste è la possibilità di vedere l’aurora boreale a latitudini insolitamente basse. Per questo evento, il fenomeno luminoso potrebbe essere visibile negli Stati Uniti settentrionali. Purtroppo, le condizioni meteorologiche terrestri (come le tempeste di neve) potrebbero nascondere lo spettacolo.
La regione solare AR4299 continuerà a essere orientata verso la Terra per i prossimi giorni, aumentando la probabilità che qualsiasi nuova “eruzione” abbia un impatto diretto sul nostro pianeta. Per questo, il monitoraggio da parte della comunità scientifica rimarrà altamente attivo per tutta la settimana.



