Quest’inverno l’influenza sta colpendo duramente l’Italia, e sotto i riflettori c’è la variante K del ceppo A (H3N2), un virus che si propaga più velocemente del previsto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito informazioni dettagliate su questa variante, spiegando come circola e quanto sono efficaci i vaccini attuali.
Nella prima settimana di dicembre quasi 700 mila italiani hanno contratto infezioni respiratorie acute, con un aumento di circa 100 mila casi rispetto ai sette giorni precedenti. Dall’inizio della stagione autunnale, i contagi hanno raggiunto circa 4 milioni di persone, con una media di 12,4 casi ogni mille abitanti.
I più colpiti sono i bambini sotto i 4 anni, che registrano un’incidenza tripla rispetto agli adulti: circa 38 casi ogni mille bambini. Le regioni con maggiori contagi sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna.
Facciamo chiarezza: la variante K non è un virus nuovo, ma una normale mutazione del virus influenzale A (H3N2), simile a quelle che avvengono ogni anno. Il professor Gianni Rezza dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sottolinea che questo non significa sintomi diversi o maggiore aggressività.

Allora perché preoccupa? Negli ultimi anni in Italia ha circolato principalmente il virus A (H1N1), mentre l’H3N2 è stato poco presente. Di conseguenza, buona parte della popolazione, specialmente i bambini, non ha sviluppato una recente immunità e risulta più vulnerabile all’infezione. Questo potrebbe tradursi in un aumento dei contagi e in una maggiore pressione sulle strutture ospedaliere.
In Australia e Nuova Zelanda, dove la variante K è arrivata per prima, la stagione influenzale si è prolungata di almeno un mese, con casi elevati che sono durati più a lungo del normale. Gli esperti prevedono che, dato il rapido contagio globale, la variante continuerà a espandersi durante l’inverno nell’emisfero nord.
L’infezione da variante K presenta sintomi più intensi rispetto ad altri ceppi influenzali. I più comuni sono febbre alta improvvisa (oltre 38°C), forte stanchezza, dolori muscolari severi, mal di gola, brividi e naso che cola. Nei bambini possono comparire anche vomito e diarrea.
Se non curata adeguatamente, l’influenza può evolvere in complicazioni come infezioni all’orecchio, bronchiti e polmoniti, soprattutto nelle persone over 65, nei bambini piccoli, nelle donne in gravidanza e in chi soffre di patologie croniche.
Le prime analisi internazionali indicano che il vaccino antinfluenzale continua a proteggere dai ricoveri ospedalieri, sia nei bambini che negli adulti. Tuttavia, la sua efficacia nel prevenire l’infezione in generale durante questa stagione rimane da valutare con precisione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che i vaccini sono fondamentali, specialmente per chi rischia maggiori complicazioni. Anche se esistono differenze genetiche tra i virus circolanti e quelli inclusi nel vaccino, la protezione contro le forme gravi rimane una delle misure sanitarie più efficaci disponibili.
Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, spiega che è impossibile prevedere con esattezza quando si raggiungerà il picco. Tradizionalmente si verifica tra fine dicembre e fine gennaio, e gli esperti si aspettano che quest’anno avvenga proprio tra la fine dell’anno e i primi giorni del 2026, quindi nelle prossime due settimane. L’incidenza delle infezioni resterà probabilmente alta ancora per diverse settimane.
Il professor Rezza invita a vaccinarsi immediatamente, affermando che “siamo ancora in tempo”. La crescita costante dei casi è in linea con quanto atteso per questo periodo, ma la vaccinazione resta cruciale per evitare un sovraccarico eccessivo delle strutture ospedaliere.
Le strategie di prevenzione più efficaci includono la vaccinazione (per cui c’è ancora tempo, dato che il virus circolerà per diverse settimane), un’igiene rigorosa delle mani, il rispetto dell’etichetta respiratoria quando si tossisce o starnutisce (coprendo bocca e naso con un fazzoletto o con il gomito), ed evitare luoghi chiusi e affollati quando si presentano sintomi influenzali.



