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Home » Sport » Milano Cortina 2026, i portabandiera al Quirinale per la consegna del tricolore. Mattarella: “L’Italia sarà con voi”

Milano Cortina 2026, i portabandiera al Quirinale per la consegna del tricolore. Mattarella: “L’Italia sarà con voi”

I sei atleti scelti come portabandiera per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 si sono recati dal presidente della Repubblica per la cerimonia di consegna del tricolore.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene22 Dicembre 2025
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con i 6 portabandiera di Milano-Cortina
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con i 6 portabandiera di Milano-Cortina (fonte: YouTube Sky Sport)

Nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, un silenzio solenne ha accolto uno dei momenti più emozionanti della vigilia olimpica. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato il tricolore ai sei portabandiera che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Arianna Fontana e Federico Pellegrino sventoleranno la bandiera a Milano, Amos Mosaner e Federica Brignone a Cortina, mentre Chiara Mazzei e René De Silvestro guideranno la squadra paralimpica.

La cerimonia, alla quale hanno partecipato una rappresentanza di atlete, atleti, tecnici e staff guidati dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis, ha avuto un significato particolare: dopo venti anni i Giochi tornano in Italia e questa volta il tricolore rimane dentro i confini nazionali, come ha sottolineato Buonfiglio nel suo intervento.

Prima dell’inizio ufficiale della cerimonia, il capo dello Stato ha salutato gli atleti azzurri presenti in prima fila, intrattenendosi qualche istante con Sofia Goggia, tornata alla vittoria in Coppa del Mondo di sci proprio ieri. Poi un quartetto d’archi dell’Opera di Roma ha intonato l’inno di Mameli, dando avvio alla consegna delle bandiere.

La scelta dei portabandiera non è stata semplice. Buonfiglio ha ammesso apertamente la difficoltà: “Sceglierli è stato difficile, ogni valutazione accontenta e scontenta qualcuno. In questa squadra ci sono tanti campioni, molti avrebbero potuto fare gli alfieri”. Il presidente del Coni ha poi spiegato la decisione di puntare su Federica Brignone per Cortina: “Senza nulla togliere a campionesse uniche e inarrivabili, ho voluto puntare su una campionessa che ha commosso l’Italia, esempio di resilienza dopo il grave infortunio”.

Ed è proprio Federica Brignone la protagonista più emozionante di questa cerimonia. La sciatrice alpina italiana più vincente di sempre ha vissuto un percorso tutt’altro che scontato per arrivare a questo momento. Ad aprile scorso ha subito un terribile infortunio con frattura scomposta del piatto tibiale e del perone, un evento che aveva messo in forse la sua partecipazione alle Olimpiadi casalinghe. A distanza di otto mesi, dopo un lungo percorso di riabilitazione, l’atleta italiana ce l’ha fatta.

“Sono onorata e molto emozionata, la mia strada per arrivare oggi qui non è stata facile e scontata“, ha dichiarato Brignone visibilmente commossa e leggermente afona mentre riceveva la bandiera. “Con questa bandiera proverò a rappresentare tutti gli atleti attraverso rispetto, determinazione, divertimento. Piedi per terra nei momenti di gloria e coraggio per rialzarsi nei momenti difficili. Sono alla mia quinta olimpiade ma anche la prima in Europa, in Italia, nel mio Paese. L’Olimpiade in casa è un privilegio, ma può essere anche un po’ stressante, cercherò di non pensarci e dare il meglio”.

Il presidente Mattarella ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione nel vedere Brignone pronta: “Siamo contentissimi di avere Federica Brignone nuovamente pronta e determinata. Contavamo su questo quando ci siamo sentiti mesi fa al telefono”. Nel suo discorso, il capo dello Stato ha sottolineato il significato particolare di questi Giochi: “Questa cerimonia è sempre coinvolgente ma quest’anno ha un significato più grande perché i Giochi sono qui da noi, immersi nella nostra cultura e l’Italia sarà con voi interamente. L’Olimpiade sarà anche una vetrina per il nostro Paese, saremo al centro del mondo non solo sportivo”.

Mattarella ha poi aggiunto un riferimento alla recente vittoria di Sofia Goggia: “Sono certo che renderete, tutte le atlete e tutti gli atleti, onore all’Italia col vostro comportamento. Il superG di Val d’Isère è stato una buona premessa”. Il presidente ha concluso ricordando i valori che i Giochi olimpici rappresentano: “Le gare olimpiche sono legate a tanti valori culturali e sociali e portano con loro un messaggio di pace, solidarietà e amicizia che sarà importante diffondere”.

Grande emozione anche negli interventi degli altri portabandiera. Arianna Fontana, alla sua sesta Olimpiade e per la seconda volta alfiera azzurra, ha dichiarato: “Questa bandiera è una promessa, all’Italia, alle nostre famiglie e a tutti quelli che credono nello sport. Lo è soprattutto ai giovani che sognano di essere un giorno al nostro posto. La onoreremo con rispetto e disciplina e il coraggio che lo spirito italiano ci trasmette”.

Federico Pellegrino ha voluto dedicare il momento a una persona speciale: “Mentirei se dicessi di non essermi mai immaginato alla testa della nostra delegazione. Il mio pensiero ora va a mio nonno Gino, che è sempre con me. La mia bandiera contiene ciò che contengono tutti i tricolori, centinaia di scelte, enormi, creative, spesso necessarie a volte semplici”.

Amos Mosaner si è detto felicemente sorpreso: “Non avrei mai immaginato di avere questo onore, attendo con grande senso di responsabilità la cerimonia d’apertura. Sono convinto che attraverso i risultati sapremo trasmettere entusiasmo agli italiani”. Buonfiglio ha inoltre annunciato che Stefania Costantini, compagna di Mosaner nel curling e olimpionica in Cina, leggerà il giuramento nella cerimonia d’apertura.

René De Silvestro, portabandiera paralimpico, ha condiviso una coincidenza significativa: “Dodici anni fa oggi mi è cambiata la vita, ora sono qui per essere d’ispirazione soprattutto ai giovani”. Si riferiva all’incidente sugli sci del 22 dicembre 2013 in cui riportò la rottura delle vertebre.

Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato italiano paralimpico, ha sottolineato l’importanza di lasciare un’eredità duratura: “A questi Giochi abbiamo una squadra altamente competitiva, pronta a brillare durante l’Olimpiade ma spero soprattutto dopo. Lasciamo un segno tangibile per un cambiamento di rotta culturale, dando a tutti la possibilità di fare sport”.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato la consegna del tricolore evidenziando la responsabilità collettiva: “Ai quattro portabandiera affidiamo la passione della gente e le aspettative di successo. L’Italia sarà il centro del mondo, cercheremo tutti di essere all’altezza, non solo gli atleti. Lasceremo un segno, fatto non solo di infrastrutture materiali, ma anche di quelle immateriali, ovvero di valori come lealtà e rispetto”.

Ora restano da capire le condizioni effettive di Federica Brignone in vista delle gare. Nelle ultime settimane ha accelerato il recupero, mostrando grande naturalezza in pista dopo diversi mesi di stop, ma la competizione olimpica rappresenta un’altra sfida. Tra poco più di un mese e mezzo si scoprirà se la campionessa italiana, che in ambito olimpico vanta una medaglia d’argento e una di bronzo, sarà competitiva al massimo livello per onorare quella bandiera ricevuta con tanta emozione dalle mani del presidente Mattarella.

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