Un malore improvviso mentre era in testa alla gara olimpica più importante dell’anno, poi giorni di esami, una diagnosi inaspettata e un intervento al cuore. La storia di Tommaso Giacomel, 25 anni, è diventata in poche ore il caso sportivo più seguito d’Italia.
Tutto è cominciato venerdì 20 febbraio ad Anterselva, durante la mass start maschile di biathlon dei Giochi di Milano Cortina 2026. Giacomel aveva già completato perfettamente i primi due poligoni da terra, dieci bersagli su dieci, e si trovava nel ristretto gruppo di testa, in corsa per una medaglia d’oro, quando le telecamere lo hanno perso di vista. Ritirato. Nessuna spiegazione immediata, solo la notizia di un dolore improvviso al fianco che gli impediva di respirare normalmente. Lo stesso atleta, a gara ancora calda, l’ha descritta come “la peggior sensazione mai provata nella mia vita”.
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Nei giorni successivi, la Commissione Medica della FISI, in collaborazione con il professor Daniele Andreini, ha avviato una serie completa di accertamenti presso l’ospedale Galeazzi di Milano. TAC, risonanza magnetica e test da sforzo massimale hanno dato tutti esito regolare. Ma un quarto esame, uno studio elettrofisiologico, una procedura specialistica che analizza il comportamento elettrico del cuore dall’interno, ha rivelato qualcosa che gli esami precedenti non avevano captato: un’anomalia di conduzione elettrica a livello atriale, ovvero un’irregolarità nel modo in cui gli impulsi elettrici viaggiano attraverso le camere superiori del cuore. Un problema che, in condizioni di sforzo estremo come quelle di una gara olimpica, può causare esattamente i sintomi accusati dall’atleta trentino.
La soluzione indicata dai medici è stata l’ablazione cardiaca, un intervento minimamente invasivo, non a cuore aperto, con cui vengono eliminate selettivamente le piccole aree di tessuto responsabili dell’anomalia elettrica. Non si tratta di un’operazione rara nel mondo dello sport d’élite: la biatleta norvegese Ingrid Landmark Tandrevold, ad esempio, aveva affrontato la stessa procedura nel dicembre 2024 dopo episodi aritmici simili, così anche la giocatrice dell’Inter, Regina Baresi. L’intervento è perfettamente riuscito e Giacomel sarà dimesso dall’ospedale giovedì 26 febbraio e, tra due settimane, si sottoporrà a nuovi controlli già programmati: solo con il via libera dei medici potrà tornare ad allenarsi regolarmente. Le parole più dure le ha scritte lo stesso Giacomel nelle sue storie Instagram, ricondividendo la nota della federazione con un commento secco e doloroso: La mia stagione è finita, sono distrutto”.
E il dispiacere è comprensibile. L’atleta di Imer arrivava ai Giochi da seconda forza del mondo nella classifica generale di Coppa del Mondo, distante soli 37 punti dal francese Eric Perrot, che aveva scalzato Giacomel dalla vetta nell’ultima tappa prima delle Olimpiadi, a Nové Město. Con ogni probabilità salterà almeno la tappa di Kontiolahti, in Finlandia, prevista tra dieci giorni, rendendo di fatto impossibile la rimonta. La prima storica Coppa del Mondo assoluta maschile per un azzurro dovrà attendere un’altra stagione.
Sarebbe però un errore ricordare queste Olimpiadi solo per l’amaro finale. Giacomel le aveva aperte con una medaglia d’argento nella staffetta mista, in coppia con Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi. Un risultato di squadra che resta, e che racconta di un atleta che, a 25 anni appena, è già tra i migliori biatleti al mondo. La priorità, adesso, è una sola: guarire bene e tornare in forma per la prossima stagione.



