Nelle ultime ore Fabrizio Corona, interrogato dai PM milanesi, a seguito della denuncia per revenge porn da parte di Alfonso Signorini, ha usato l’espressione “Sodoma e Gomorra” riferendosi al caso del conduttore, richiamando l’antico racconto biblico che da millenni rappresenta la punizione divina per la corruzione umana. Ma qual è la vera storia di queste città e dunque perché questo riferimento?
Secondo la tradizione religiosa ebraica, cristiana e islamica, Sodoma e Gomorra erano due insediamenti della pianura che Dio decise di cancellare per la loro malvagità. Il racconto, che troviamo nel Libro della Genesi, ricorda per certi versi la storia del diluvio universale: in entrambi i casi, l’ira divina colpisce l’umanità per i suoi peccati.
L’origine dei nomi resta avvolta nel mistero. Alcuni esperti ritengono che “Gomorra” derivi dalla radice semitica che significa “essere profondo, abbondante d’acqua”. Nella Bibbia ebraica compaiono come Səḏôm e ʿĂmôrā, poi tradotte in greco come Sódoma e Gómorrha.
La storia inizia con una ribellione politica. Le due città, insieme ad altre tre della pianura, si erano sollevate contro Chedorlaomer di Elam, il sovrano al quale dovevano sottostare. Nella battaglia che ne seguì, le città furono sconfitte e molti abitanti catturati, tra cui Lot, nipote del patriarca Abramo. Fu proprio Abramo a organizzare il salvataggio, radunando i suoi uomini e liberando le città dalla dominazione straniera.
Ma il destino delle città era già segnato. Dio informò Abramo della loro reputazione: la corruzione aveva raggiunto livelli intollerabili. Nel celebre dialogo riportato nella Genesi, Abramo chiese: “Farai perire il giusto con l’empio?”. Partendo da cinquanta persone giuste, il patriarca negoziò con Dio fino ad arrivare a dieci: se si fossero trovate almeno dieci persone rette, la città sarebbe stata risparmiata.

Dio inviò due messaggeri celesti per verificare la situazione. Lot li accolse nella sua casa, ma la situazione degenerò rapidamente. Tutti gli uomini della città circondarono l’abitazione e pretesero che Lot consegnasse i visitatori per “conoscerli carnalmente”. Il termine ebraico usato nel testo, “yada”, può significare sia “conoscere sessualmente” sia “interrogare con violenza”, e su questo gli studiosi ancora dibattono.
Lot arrivò a offrire le proprie figlie vergini alla folla pur di proteggere i suoi ospiti, ma gli abitanti rifiutarono e minacciarono di fare peggio allo stesso Lot. Gli angeli colpirono la folla con la cecità e rivelarono il loro scopo: “Stiamo per distruggere questo luogo, il grido contro di loro è diventato così grande che Yahweh ci ha mandato per annientarlo”.
All’alba, visto che Lot esitava a partire, i messaggeri lo presero per mano insieme alla moglie e alle figlie, conducendoli fuori dalla città con un ordine preciso: fuggire verso le colline e non voltarsi mai indietro. Lot chiese però di rifugiarsi a Zoar, nella Transgiordania, sostenendo che le colline fossero troppo distanti.
Dio acconsentì e fece piovere zolfo e fuoco su Sodoma, Gomorra e tutta la pianura circostante, distruggendo ogni forma di vita. Lot e le figlie si salvarono, ma sua moglie non resistette alla tentazione, si voltò a guardare e venne trasformata in una colonna di sale.
I testi biblici successivi ampliano il significato della storia, usando Sodoma e Gomorra come simboli di peccato. Contrariamente a quanto spesso si pensa, i riferimenti non riguardano solo la sfera sessuale. I profeti dell’Antico Testamento collegano le città all’adulterio, all’arroganza, all’inospitalità e all’oppressione dei poveri.
Nel Nuovo Testamento, i Vangeli di Matteo e Luca, l’Epistola di Giuda e l’Apocalisse citano le città come monito del giudizio divino. Alcune interpretazioni enfatizzano le trasgressioni sessuali, altre sottolineano la violenza, l’ingiustizia sociale e la violazione delle leggi dell’ospitalità, che nell’antichità rappresentava un valore sacro.
Nell’ebraismo prevale l’interpretazione che attribuisce la punizione alla crudeltà, all’arroganza e al rifiuto di aiutare chi aveva bisogno. Il Cristianesimo ha dibattuto per secoli sull’importanza relativa dell’immoralità sessuale rispetto alla violenza e all’inospitalità. Il Corano racconta la storia di Lot enfatizzando la trasgressione omosessuale e la disobbedienza a Dio, mentre i testi gnostici vedono la distruzione come conseguenza dell’ignoranza spirituale.
Dal punto di vista storico, Sodoma e Gomorra potrebbero essere state città reali situate lungo le sponde del Mar Morto. Siti archeologici come Bab edh-Dhra e Numeira sono stati proposti come possibili candidati, ma le prove rimangono inconcludenti.
Gli studiosi continuano a chiedersi se questi insediamenti siano effettivamente esistiti o se rappresentino invece costruzioni letterarie create per trasmettere un messaggio morale e teologico. In ogni caso, la loro storia ha attraversato i millenni diventando un simbolo universale della corruzione umana e delle conseguenze del male, tanto potente da essere ancora oggi evocato, come ha fatto Corona, per descrivere situazioni di presunta degenerazione morale.
