Giovanni Lopez aveva solo 47 anni quando, la vigilia di Natale, un boccone di panettone con mandarino gli è andato di traverso durante il pranzo con la famiglia a Settimo Torinese. I suoi cari hanno chiamato subito il 112 e provato a soccorrerlo, ma nonostante l’arrivo rapido dell’ambulanza non c’è stato nulla da fare. Una morte che ha trasformato la festa in tragedia e che ci ricorda quanto sia cruciale sapere cosa fare quando qualcuno sta soffocando.
Quando un pezzo di cibo o un oggetto blocca le vie respiratorie, ogni secondo conta. Roberto Gioachin, responsabile della centrale operativa del 118 di Torino, spiega che bisogna agire immediatamente, ancora prima che arrivi l’ambulanza. Ma attenzione: saper riconoscere i segnali giusti è importante tanto quanto conoscere le manovre salvavita.
Quando NON bisogna intervenire
Questo è l’errore più frequente e rischioso: toccare qualcuno che in realtà non sta ancora soffocando davvero. Se la persona riesce a tossire, parlare o respirare – anche con difficoltà – non va toccata. La tosse è il meccanismo naturale più efficace per liberare le vie aeree e va incoraggiata. Intervenire troppo presto può spingere il cibo ancora più in profondità e peggiorare tutto.
Come capire se c’è davvero bisogno d’aiuto
Chi sta veramente soffocando si porta le mani alla gola in modo disperato, non riesce più a parlare né a emettere suoni. La respirazione diventa impossibile o produce solo un fischio acuto. La tosse, se c’è, è debolissima perché i polmoni non si riempiono d’aria. Il viso diventa blu per la mancanza di ossigeno e, nei casi più gravi, la persona perde i sensi.
Quando vedete questi segnali, è il momento di agire.
La manovra di Heimlich: come si fa
Prima di tutto, chiamate subito il 112, ora numero unico delle emergenze o il 118. Gli operatori restano in linea e vi guidano passo dopo passo mentre fate le manovre.
Per adulti e bambini sopra l’anno d’età, la tecnica è questa: mettetevi in piedi dietro la persona che sta soffocando e abbracciatela. Posizionate un pugno chiuso tra lo sterno e l’ombelico, copritelo con l’altra mano e fate spinte decise verso l’alto e verso l’interno. L’obiettivo è comprimere il diaframma per creare una specie di colpo di tosse artificiale che espelle il corpo estraneo.
La sequenza corretta prevede di alternare cinque colpi energici tra le scapole con cinque compressioni addominali. Ripetete questo ciclo finché l’ostruzione non viene espulsa o finché la persona non perde conoscenza.
Se perde i sensi
Nel caso in cui la vittima perda conoscenza, adagiatela subito a terra e iniziate la rianimazione cardiopolmonare continuando a chiedere aiuto. Non fermatevi fino all’arrivo dei soccorsi.
Attenzione ai neonati
Mai fare la manovra di Heimlich sui bambini sotto l’anno d’età. Per i lattanti esistono tecniche specifiche che prevedono colpi sulla schiena e compressioni sul torace, seguendo procedure diverse. Se avete bimbi piccoli, è fondamentale conoscere questi protocolli appositi.
Perché tutti dovremmo impararla
Come sottolinea il pediatra Mauro Saldi, questa manovra dovrebbe essere patrimonio comune, non solo del personale sanitario o degli insegnanti. Situazioni come quella di Settimo Torinese possono capitare ovunque: a tavola, a scuola, al ristorante, durante una festa. Saper intervenire correttamente può fare la differenza tra la vita e la morte.
Le centrali operative del 118 offrono istruzioni telefoniche immediate, ma è ancora meglio avere già familiarità con queste tecniche. Molte associazioni di volontariato e il sistema di emergenza territoriale organizzano corsi di primo soccorso aperti a tutti. Partecipare significa acquisire competenze che, speriamo di non dover mai usare, ma che potrebbero salvare la vita a qualcuno che amiamo.



