Il Perugia Calcio si ritrova improvvisamente nel cuore di una tempesta giudiziaria internazionale che minaccia di travolgere le speranze di rinascita nate dopo l’era Santopadre. Il protagonista della vicenda è l’imprenditore argentino Javier Faroni, che aveva rilevato la società nel settembre 2024. A poco più di un anno dal suo arrivo, la magistratura di Buenos Aires ha acceso i riflettori su di lui, bloccandolo in aeroporto e perquisendo la sua abitazione nell’ambito di un’indagine su presunti flussi di denaro illeciti legati alla Federcalcio argentina (AFA).
L’inchiesta, svelata dal quotidiano La Nación, ipotizza che ingenti somme di denaro, oltre quarantadue milioni di dollari, siano transitate da conti della Federazione verso società di comodo prive di reali attività. Una parte consistente di questo denaro, circa sei milioni di dollari, sarebbe stata dirottata attraverso la società americana TourProdEnter LLC (gestita dalla moglie di Faroni) verso le entità finanziarie che controllano il Perugia, sparse tra il Regno Unito e le Mauritius.
La seduta tecnica al centro sportivo @afa “Lionel Andres Messi” non poteva non iniziare senza una foto al murales dei campioni del mondo 2022 🇦🇷#vamosgrifo⚪️🔴 @seriecofficial #ritiro2025 pic.twitter.com/PbjLoXxEDp
— A.C. Perugia (@ACPerugiaCalcio) July 14, 2025
Questi movimenti non sono passati inosservati nemmeno in Italia. Già nel settembre 2025, la FIGC aveva sanzionato Faroni e i suoi soci per ritardi e mancanze nella documentazione sulla solidità economica del club. Nomi come Sports NextGen e Beagle Capital Management, oggi al centro delle indagini argentine, erano già finiti nel mirino della giustizia sportiva italiana, che aveva inflitto al presidente una sospensione di oltre tre mesi.
Il quadro si complica ulteriormente per via dei legami di Faroni con influenti esponenti politici e sportivi argentini, come il numero uno dell’AFA Claudio Tapia. In Argentina, infatti, è in corso un durissimo scontro tra il governo di Javier Milei, favorevole alla trasformazione dei club in società per azioni, e i vertici del calcio che difendono il modello no-profit. In questo scontro di potere, le finanze usate per acquistare il Perugia potrebbero diventare l’arma per colpire i vertici federali.
Per il Perugia, gli scenari sono estremamente preoccupanti. Se venisse accertato che i fondi usati per comprare la squadra sono di origine illecita, le autorità internazionali potrebbero ordinare il sequestro delle quote societarie. Questo scenario porterebbe a una paralisi amministrativa totale, rendendo impossibile la gestione ordinaria del club.
Ancora più imminente è il pericolo per la continuità aziendale. Un eventuale blocco dei capitali di Faroni impedirebbe il pagamento di stipendi e contributi, portando a pesanti penalizzazioni o, nell’ipotesi più tragica, alla radiazione dai campionati professionistici per inadempienze finanziarie. Mentre la tifoseria perugina vive ore di angoscia, il club resta in silenzio.
