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Home » Sport » Guardiola ct dell’Italia: perché Pep potrebbe dire sì agli azzurri dopo il City

Guardiola ct dell’Italia: perché Pep potrebbe dire sì agli azzurri dopo il City

L'analisi sulla possibile nomina del tecnico del City a CT dell'Italia dopo le elezioni FIGC del 22 giugno.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti24 Aprile 2026
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Pep Guardiola
Pep Guardiola (Depositphotos)

Pep Guardiola commissario tecnico della Nazionale italiana: quella che fino a poche settimane fa sembrava un’ipotesi da fantacalcio sta prendendo corpo come possibilità concreta. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, una delle priorità del prossimo presidente della Figc, la cui elezione è in calendario per il 22 giugno, sarà contattare l’allenatore catalano per sondare la sua disponibilità a guidare gli azzurri.

La suggestione non nasce dal nulla. Guardiola ha sempre manifestato un affetto sincero per l’Italia, Paese in cui ha giocato con il Brescia tra il 2001 e il 2003. A Trento, nell’ottobre 2018 al Festival dello Sport della Gazzetta, alla domanda diretta su un possibile futuro lavorativo nel nostro Paese, Pep rispose con un eloquente “Perché no?”. Sul palco con lui c’erano Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, e il tecnico catalano lasciò la porta bene aperta, ricordando che nella sua vita non aveva mai pensato che sarebbe finito al Bayern Monaco a imparare il tedesco.

In questo momento Guardiola è totalmente concentrato sul finale di stagione con il Manchester City. Ha appena vinto lo scontro diretto con l’Arsenal e nel recupero contro il Burnley ha agganciato i Gunners in classifica. La Premier League è più aperta che mai e il City si è clamorosamente rilanciato dopo essere stato a un passo dall’abbandonare la corsa al titolo. Il 16 maggio potrebbe esserci anche la finale di FA Cup, se il Manchester dovesse superare il Southampton in semifinale.

Il campionato inglese chiuderà i battenti il 24 maggio, e da quel momento ogni giorno potrebbe essere buono per allacciare i primi contatti. Una eventuale settima Premier League in dieci anni, numero mostruoso, potrebbe paradossalmente offrire una spinta ulteriore alla sua uscita dal City. In Spagna e in Inghilterra molti danno per scontato l’addio di Pep a fine stagione, anche se il tecnico ha ancora un anno di contratto ad altissima remunerazione.

 

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Guardiola non ha fornito indicazioni sul proprio futuro e non ha ancora deciso. Il City gli deve tutto e rispetterà la volontà del catalano, qualunque essa sia. Una cosa è certa: in caso di addio a un club, il primo obiettivo per Pep sarebbe quello di rallentare. L’idea di prendere una nazionale è nella sua testa da tempo e rappresenterebbe un buon compromesso tra l’adrenalina del club e una pausa dalla pressione quotidiana.

Il suo primo obiettivo era l’Inghilterra, ma Thomas Tuchel ha rinnovato il suo accordo fino al 2028. Anche Carlo Ancelotti sta per prolungare il contratto con il Brasile fino al 2030. Questo scenario lascia spazio all’Italia, e l’affetto di Guardiola per il nostro Paese potrebbe fare la differenza.

Un eventuale sì agli azzurri esulerebbe da ragioni economiche. Sono altri gli attori che potrebbero gratificare maggiormente il tecnico dal punto di vista finanziario. Sarebbe una scelta di cuore, una sfida da affrontare in un Paese che Guardiola ama profondamente. A Brescia, la prima città italiana che lo ha accolto, torna ogni volta che può. L’ha fatto per l’ultima volta a fine febbraio, quando è tornato dopo quindici anni al Rigamonti per assistere alla sfida vinta contro la Pro Patria.

Lunedì scorso a Madrid, durante i Laureus, Leonardo Bonucci ha risposto con il cuore a una domanda sulla futura guida della Nazionale dopo l’addio di Rino Gattuso: “Se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei da Pep Guardiola, perché chiamare uno come lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla”.

Ad accompagnare Guardiola da diciotto anni c’è Manel Estiarte, fedele braccio destro, amico, confessore e consulente. Estiarte in Italia ha trionfato giocando a pallanuoto per dodici stagioni tra il 1986 e il 1999, principalmente a Pescara e in parte a Savona. Anche questo legame profondo con il nostro Paese potrebbe influenzare positivamente la decisione.

Pep si è trovato benissimo tra Brescia e Roma, ha allenato in Spagna, Germania e Inghilterra e gli manca l’Italia. Parla la nostra lingua e tiene in grande considerazione il nostro Paese. Il calcio italiano è caduto in depressione dopo anni di difficoltà e l’arrivo di un tecnico del calibro di Guardiola rappresenterebbe un cambio netto, una rivoluzione culturale e tattica.

I candidati alle elezioni federali saranno resi noti il 13 maggio. Non ci sono dubbi sul fatto che Pep ascolterà con piacere un’eventuale proposta della Figc. Le incognite sono molteplici, ma c’è una certezza: l’amore di Guardiola per l’Italia. Resta da vedere se questo sentimento basterà per portarlo alla guida degli azzurri, ma per la Federazione è doveroso contattarlo. La possibilità di vedere Pep passare dallo sky blue del City all’azzurro della Nazionale non è più solo un sogno impossibile.

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