Al Forum economico mondiale di Davos, Emmanuel Macron si è presentato con un accessorio inaspettato: un paio di occhiali da sole aviator con lenti specchiate. Il dettaglio non è passato inosservato e ha scatenato ironia sui social, con meme e paragoni al film “Top Gun”. Ma la scelta del presidente francese nasconde una motivazione ben precisa di natura medica.
Macron sta affrontando un disturbo benigno all’occhio destro che, pur non causando dolore né conseguenze serie, lo obbliga a proteggere costantemente la vista anche al chiuso. L’Eliseo ha confermato che si tratta di una condizione temporanea che non interferisce con le sue funzioni presidenziali.
Gli occhiali aviator, modello iconico caratterizzato da lenti a goccia e montatura sottile, reso celebre dai piloti militari americani, erano comparsi già il 15 gennaio alla base militare di Istres, durante il discorso alle forze armate francesi. In quell’occasione Macron li aveva brevemente rimossi, rivelando un occhio destro visibilmente arrossato e iniettato di sangue.
Da quel momento il presidente ha continuato a indossarli in ogni occasione pubblica: dall’Eliseo durante un vertice sulla Nuova Caledonia fino al palco svizzero, alternando modelli con lenti bluastre o riflettenti. Lo stesso Macron ha sdrammatizzato con ironia, parlando di un fastidio “antiestetico ma innocuo” e scherzando sull’“Occhio della Tigre” come metafora della sua determinazione politica.
Cosa affligge esattamente il presidente? Gli esperti interpellati propendono per un’uveite, un’infiammazione dell’uvea, la membrana vascolarizzata all’interno dell’occhio. Si tratta di una patologia fastidiosa ma generalmente non grave, che provoca forte sensibilità alla luce, rossore marcato e richiede l’applicazione frequente di colliri.
In contesti come Davos, dove le luci sono intense e l’esposizione mediatica continua, gli occhiali scuri servono sia a schermare i raggi luminosi sia a nascondere l’aspetto dell’occhio. Chi soffre di questa infiammazione può comunque condurre una vita normale e svolgere tutte le attività quotidiane senza limitazioni particolari.
I medici escludono altre possibilità. Una congiuntivite infettiva impedirebbe al presidente di stare a stretto contatto con così tante persone per il rischio di contagio. Un recente intervento chirurgico richiederebbe riposo assoluto, mentre condizioni come la cataratta non corrispondono all’età di Macron né all’insorgenza improvvisa del problema. Anche un distacco di retina è escluso, poiché costringerebbe a rimanere a casa.
Un elemento che rafforza l’ipotesi dell’uveite è che il disturbo colpisce solo un occhio. Le congiuntiviti sono quasi sempre bilaterali, mentre l’uveite tende a manifestarsi monolateralmente. Un precedente illustre: nel 2013 Silvio Berlusconi fu costretto a portare occhiali scuri per settimane a causa di un’uveite bilaterale acuta, che richiese persino un ricovero ospedaliero.
Le comunicazioni ufficiali dell’Eliseo parlano di iperemia congiuntivale e lieve emorragia sottocongiuntivale, sintomi comuni a diverse condizioni oculari e quindi poco specifici per una diagnosi precisa. In caso di uveite, i medici possono somministrare un’iniezione di cortisone e antibiotico direttamente sulla congiuntiva, trattamento efficace ma che può aumentare temporaneamente il rossore.
La buona notizia è che il problema dovrebbe risolversi rapidamente. Secondo le stime degli esperti, nel giro di quattro o cinque giorni il presidente francese potrà abbandonare il look da aviatore che, intanto, ha conquistato l’attenzione internazionale quanto le sue dichiarazioni sulla geopolitica e sulle tensioni con Donald Trump riguardo Groenlandia e dazi commerciali.
Gli occhiali specchiati di Macron resteranno probabilmente uno degli elementi più memorabili di questa edizione del Forum di Davos, dimostrando come i dettagli apparentemente secondari possano catalizzare l’interesse mediatico più delle questioni istituzionali.



