I ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi hanno sottoscritto una circolare congiunta per introdurre misure di controllo più stringenti negli istituti scolastici italiani, incluso l’utilizzo di metal detector. La decisione arriva in risposta a episodi di estrema violenza che hanno scosso l’opinione pubblica, primo fra tutti l’omicidio di Abanoub Youssef, lo studente diciottenne dell’Istituto Einaudi di La Spezia accoltellato nei corridoi della sua scuola da un coetaneo.
Il giovane è stato colpito con un coltello dalla lama lunga oltre 22 centimetri, affilato come un rasoio, che in un attimo ha perforato milza, fegato e polmone. L’aggressore, Zouhair Atif, era un compagno dello stesso istituto. La tragedia ha generato profondo sgomento a La Spezia e in tutto il Paese, spingendo il governo a correre ai ripari per contrastare la diffusione di armi bianche tra i minori.
La circolare è finalizzata al contrasto dell’utilizzo dei coltelli tra i giovani e prevede un sistema articolato di interventi graduali. La misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche. Come confermato dal ministro Valditara al Tg1, la circolare è già stata inviata alle scuole, consentendo ai presidi di chiedere al prefetto l’autorizzazione per l’utilizzo dei dispositivi di rilevamento.
La direttiva congiunta è stata trasmessa ai prefetti, ai commissari di governo per le province di Trento e Bolzano, al presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta e ai dirigenti degli uffici scolastici regionali. Il documento prevede che i prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, convochino apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per analizzare le coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo.
I controlli di sicurezza saranno mirati e potranno essere valutati per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità, come comportamenti violenti all’esterno degli edifici, spaccio di stupefacenti o segnalati e reiterati atti di bullismo. L’intervento seguirà un livello crescente di misure, partendo dall’inclusione temporanea nei piani di controllo coordinato del territorio fino all’attivazione di controlli specifici.
Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici. Questo include il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi.
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A La Spezia, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha già dato il via libera all’impiego di metal detector portatili all’esterno degli edifici scolastici. La scelta di operare fuori dai cancelli deriva dalla difficoltà tecnica e legale di perquisire sistematicamente gli zaini degli studenti all’ingresso, rendendo di fatto tramontata l’ipotesi di installazioni fisse ai varchi. I controlli con i dispositivi portatili potranno quindi essere attivati dalle forze dell’ordine all’esterno degli istituti qualora le circostanze lo richiedano.
A dimostrare la precarietà della situazione è anche un possibile episodio di emulazione avvenuto a Luni: un ragazzino di 13 anni ha portato un coltello da cucina a scuola per mostrarlo ai suoi compagni. Gli insegnanti hanno dato l’allarme e i carabinieri sono intervenuti con una perquisizione e il rinvenimento dell’arma. Il minore, non imputabile per legge, è stato segnalato al tribunale dei Minori, e i genitori sono stati sentiti in caserma per chiarire la dinamica dei fatti.
Ai Comitati provinciali potranno essere coinvolti i referenti di strutture sanitarie e servizi sociali, nonché quelli delle altre realtà istituzionali e territoriali interessate. L’obiettivo è pervenire a una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà locali.
L’Italia non è l’unico Paese europeo a dover affrontare il problema della sicurezza nelle scuole: nel Regno Unito, continua ad aumentare l’uso dei cosiddetti knife arches, archi metal detector, e degli scanner portatili, soprattutto nelle aree urbane di Londra e delle West Midlands, per fronteggiare un’ondata di reati commessi tra adolescenti con armi bianche.
In Francia alcune regioni, come l’Alvernia-Rodano-Alpi, hanno già investito in portali di sicurezza e telecamere di sorveglianza per i licei. A Malta i sindacati degli insegnanti hanno richiesto l’introduzione di scanner nelle scuole dopo alcuni gravi episodi di accoltellamento tra studenti alla fine dello scorso anno.
La circolare italiana rappresenta quindi un approccio prudente ed equilibrato che tiene conto della delicatezza del tema, prevedendo un sistema flessibile basato sulle esigenze specifiche di ciascun territorio e sulla collaborazione tra istituzioni scolastiche e forze dell’ordine.



