Quando si parla di doping, l’immaginario collettivo corre subito agli steroidi per far crescere i muscoli o all’EPO per correre più forte. Tuttavia, esiste una categoria di sostanze molto più sottile e complessa: i modulatori ormonali. Il letrozolo, tornato prepotentemente nelle cronache sportive dopo la positività della biatleta Rebecca Passler a ridosso di Milano-Cortina 2026, appartiene proprio a questa famiglia. Ma cosa fa esattamente questa molecola al nostro corpo?

Il letrozolo non è una sostanza naturale; è un composto sintetico sviluppato dai laboratori farmaceutici per scopi clinici nobili e vitali. È classificato come un inibitore dell’aromatasi di terza generazione. In medicina, rappresenta uno dei pilastri per il trattamento del carcinoma mammario nelle donne in post-menopausa.
Il suo compito è quello di “affamare” le cellule tumorali che hanno bisogno di estrogeni per crescere. Nelle donne dopo la menopausa, gli estrogeni non sono più prodotti dalle ovaie, ma derivano dalla trasformazione degli androgeni (ormoni maschili presenti anche nelle donne) grazie a un enzima chiamato aromatasi. Il letrozolo si lega a questo enzima e lo blocca, riducendo drasticamente (fino al 95-98%) la quantità di estrogeni circolanti.
Nel mondo del doping, il letrozolo viene raramente usato come sostanza “primaria” per migliorare la prestazione, poiché non ha capacità anabolizzanti dirette. Il suo utilizzo è quasi sempre strategico o correttivo.
Aumento del Testosterone. Bloccando la conversione degli androgeni in estrogeni, il corpo registra una maggiore disponibilità di testosterone libero. Negli uomini, questo può stimolare indirettamente la produzione naturale di ormoni mascolinizzanti.
Effetto “Mascherante” e anti-estrogenico. Gli atleti che utilizzano steroidi anabolizzanti pesanti spesso soffrono di effetti collaterali dovuti all’eccesso di estrogeni (come la ginecomastia, ovvero lo sviluppo del seno maschile, o l’eccessiva ritenzione idrica). Il letrozolo viene usato per eliminare questi effetti, rendendo più “pulito” il muscolo e permettendo di nascondere i segni del doping primario.
Definizione muscolare. Riducendo la ritenzione idrica legata agli estrogeni, il letrozolo aiuta a ottenere un aspetto fisico estremamente asciutto e definito, tipico del body building ma ricercato anche in discipline dove il rapporto peso/potenza è fondamentale.
Per l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), il letrozolo è proibito sempre (sia in gara che fuori gara). È inserito nella sezione S4: modulatori ormonali e metabolici. Essendo una sostanza sintetica, la sua semplice presenza nelle urine costituisce una violazione, a meno che l’atleta non abbia una TUE (Esenzione a Fini Terapeutici), cosa assai rara per una giovane atleta in salute.
Il grande dibattito che accompagna questa sostanza riguarda la sua origine. Poiché il letrozolo è un farmaco molto specifico, le tracce trovate negli atleti portano spesso a due strade: un’assunzione deliberata per i fini sopra descritti o una contaminazione accidentale. Quest’ultima può avvenire attraverso integratori non certificati prodotti in stabilimenti che trattano anche farmaci, o tramite il contatto con farmaci usati da familiari conviventi (come nel caso di Sara Errani). Tuttavia, le autorità sono sempre più scettiche verso queste tesi, richiedendo prove scientifiche schiaccianti per evitare la squalifica.



