Vincenzo Schettini, il professore di fisica diventato una vera e propria star del web grazie al progetto La fisica che ci piace, salirà questa sera sul palco della quarta serata del Festival di Sanremo 2026. La conferma è arrivata da Claudio Fasulo durante la conferenza stampa di oggi dopo che in mattinata Fanpage, aveva parlato di defezione all’ultimo minuto. “Vincenzo Schettini parlerà di dipendenze giovani questa sera. Sarà con noi e con Carlo Conti, con la sua capacità di parlare a target giovani“, ha detto. Si ricompone, quindi, almeno per il momento, il caso che ha tenuto banco nelle scorse ore, legato a una furente polemica di questi giorni.
Schettini è un insegnante pugliese, docente di fisica all’IISS Luigi dell’Erba di Castellana Grotte, in Puglia, che negli ultimi anni ha trasformato la divulgazione scientifica in un fenomeno social. Il suo canale YouTube conta milioni di visualizzazioni, e il suo stile entusiasta e accessibile lo ha reso uno dei volti più riconoscibili dell’educazione online italiana.
Tutto è cominciato con un‘intervista rilasciata al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. In quella sede, Schettini ha espresso alcune considerazioni sul futuro dell’istruzione e sulla possibilità, per gli insegnanti, di monetizzare i propri contenuti online. Le sue parole hanno fatto rapidamente il giro del web: “Tanti insegnanti come me cominceranno a fare il part-time perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché la buona cultura non deve essere in vendita?”.

Queste affermazioni hanno diviso l’opinione pubblica. In molti hanno letto in esse una critica velata alla gratuità dell’istruzione pubblica, un diritto garantito dalla Costituzione italiana. Schettini ha tentato di correggere il tiro, distinguendo tra istruzione, gratuita e accessibile per legge, e cultura come prodotto editoriale. In un video pubblicato sui social ha chiarito la sua posizione con un esempio diretto: “Se credete che la cultura debba essere sempre gratuita, allora entrate in un museo senza pagare”. Un argomento che ha convinto una parte del pubblico, ma non tutti.
Se la prima polemica era già scivolosa, la seconda si è rivelata ben più difficile da gestire. Alcuni ex studenti dell’istituto pugliese dove Schettini insegnava hanno cominciato a raccontare episodi legati ai metodi didattici del professore. Le testimonianze, raccolte da Repubblica Bari e MowMag, descrivono lezioni in cui venivano realizzati video per il canale YouTube del docente, con gli studenti invitati o, secondo alcuni, in qualche modo spinti, a seguire le dirette pomeridiane. In cambio, stando alle accuse, sarebbero arrivati voti più alti e valutazioni migliori.
Un dettaglio aggravante ha alimentato ulteriori sospetti: secondo quanto riportato da Fanpage e confermato dalle analisi di Social Blade, nelle stesse ore in cui le polemiche esplodevano sui social, dal canale La fisica che ci piace sarebbero scomparsi circa 104 video. Non è chiaro se siano stati eliminati definitivamente o semplicemente resi privati, ma la tempistica ha inevitabilmente alimentato la discussione.
La polemica ha raggiunto anche la newsletter di Selvaggia Lucarelli, che ha pubblicato ulteriori chat e testimonianze sul caso, contribuendo a proiettarlo su scala nazionale.
Schettini ha risposto alle accuse con una dichiarazione rilasciata all’ANSA: “Se io avessi veramente costretto i miei studenti, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi”. Ha poi spiegato che il termine “costringevo” utilizzato nel podcast era ironico e assolutamente frainteso.
A sostegno del professore si sono schierati anche i rappresentanti d’istituto dell’IISS Luigi dell’Erba, che in una nota firmata con nomi e cognomi hanno espresso piena solidarietà: “Il professore è sempre stato benvoluto dagli studenti e dai genitori. Non è mai giunta una lamentela alla Dirigenza Scolastica, anzi, solo ringraziamenti”.
A Sanremo non ci saranno problemi.
