Le settimane precedenti avevano lasciato qualche perplessità: l’uscita in semifinale agli Australian Open e ai quarti di finale a Doha aveva fatto sorgere qualche dubbio sulla continuità di rendimento. Indian Wells ha risposto con la voce del campo.
Dall’altra parte della rete c’era un Medvedev ritrovato. Il russo, che aveva già interrotto la striscia di 14 vittorie consecutive di Carlos Alcaraz, si presentava alla sua prima finale in un Masters 1000 dopo due anni di assenza.
Il primo set si è deciso al tie break. Sul 4-5 Sinner ha servito con grande autorevolezza, poi ha chiuso sul secondo set point con una prima vincente: 8-6. Nel secondo parziale, Medvedev ha perso leggermente brillantezza in avvio, ma ha saputo rialzarsi e costringere l’avversario a un altro tie break. La svolta è arrivata sull’8-8: il russo era avanti 4-0, anche grazie a un doppio fallo di Jannik. A quel punto è entrato in scena il miglior Sinner: recupero di due minibreak, poi uno scambio durissimo da diciassette colpi che gli ha consegnato il match point. Chiusura netta. E l’indice puntato sul cuore, come fanno i campioni veri.
Appena terminato l’ultimo punto, Sinner ha cercato la telecamera e ha pronunciato due parole: “Grande Kimi”. Il riferimento era inequivocabile: Kimi Antonelli, diciannovenne bolognese al volante della Mercedes, aveva vinto nello stesso giorno una gara di Formula 1, confermandosi come uno dei talenti più cristallini della nuova generazione del motorsport mondiale.
Durante la cerimonia di premiazione, Jannik ha poi articolato meglio il concetto, con parole che hanno fatto il giro dei social in pochi minuti: “Sono un grande appassionato di Formula 1 e avere un giovanissimo pilota che porta l’Italia al vertice è fantastico. È un grande giorno per il nostro Paese. Grazie Kimi”.



