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Home » Sport » Guerra o no, l’Iran sarà ai Mondiali negli USA: la FIFA non cambia idea

Guerra o no, l’Iran sarà ai Mondiali negli USA: la FIFA non cambia idea

Infantino conferma la partecipazione dell'Iran ai Mondiali 2026 negli USA nonostante la guerra. La FIFA sostiene lo sport oltre la politica.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti16 Aprile 2026
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bandiera Iran che sventola
bandiera Iran che sventola (fonte: Unsplash)

La partecipazione dell’Iran ai Mondiali di calcio 2026, che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, è stata ufficialmente confermata dal presidente della FIFA Gianni Infantino. La dichiarazione arriva in un momento di tensione internazionale senza precedenti, mentre è in corso un conflitto militare che vede coinvolti Iran e Stati Uniti.

Durante il CNBC’s Invest in America Forum tenutosi mercoledì, Infantino ha risposto con fermezza alle domande sulla possibile esclusione della nazionale iraniana dal torneo: “La squadra iraniana arriverà di sicuro, sì”, ha affermato il numero uno del calcio mondiale, dissipando ogni dubbio sulla questione.

La partecipazione dell’Iran al Mondiale era stata messa in discussione dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei sul paese. Nei giorni scorsi si erano susseguiti commenti contraddittori da parte di funzionari governativi e calcistici iraniani, alimentando incertezza sulla presenza della nazionale al torneo più importante del calcio mondiale.

Infantino ha motivato la sua decisione sottolineando l’importanza dello sport come elemento unificante: “Rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare”, ha dichiarato. Il presidente FIFA ha anche espresso la speranza che la situazione geopolitica possa stabilizzarsi prima dell’inizio della competizione, aggiungendo che lo sport dovrebbe rimanere al di fuori della politica.

La coppa del Mondo di Calcio
La coppa del Mondo di Calcio – Fonte: Unsplash

Due settimane prima del forum, Infantino si è recato personalmente ad Antalya, in Turchia, per incontrare la nazionale iraniana. L’incontro ha lasciato un’impressione positiva sul presidente: “Sono andato a vederli. In realtà sono anche una squadra piuttosto forte”, ha commentato, sottolineando la determinazione dei giocatori a partecipare al torneo.

Il calendario prevede che l’Iran disputi due partite della fase a gironi a Inglewood, in California, e una a Seattle. Una presenza che assume un significato particolare considerando che gli Stati Uniti sono uno dei tre paesi ospitanti della manifestazione.

La posizione di Infantino ha dovuto confrontarsi anche con le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva sconsigliato alla squadra iraniana di partecipare al torneo, citando preoccupazioni per la sicurezza. Nonostante queste pressioni, la FIFA mantiene la sua linea di inclusione.

Il presidente della FIFA ha riconosciuto che separare completamente sport e politica non è sempre possibile: “Non viviamo sulla luna, viviamo sul pianeta Terra”, ha ammesso con realismo. Tuttavia, ha rivendicato il ruolo del calcio e dello sport in generale come strumento di dialogo: “Se non c’è nessun altro che crede nella costruzione di ponti e nel mantenerli intatti e insieme, beh, noi stiamo facendo questo lavoro”.

La decisione della FIFA di mantenere l’Iran nel torneo rappresenta un precedente significativo nella gestione di situazioni di conflitto internazionale nel mondo dello sport. La nazionale iraniana, che si è qualificata regolarmente attraverso le eliminatorie, potrà quindi competere nel Mondiale 2026, portando sul campo una vicenda che va oltre il semplice aspetto sportivo.

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