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Home » Attualità » Così hanno beffato decine di donatori: ad Ancona, plasma gettato tra i rifiuti all’ospedale di Torrette

Così hanno beffato decine di donatori: ad Ancona, plasma gettato tra i rifiuti all’ospedale di Torrette

Circa 300 sacche di plasma sono state gettate tra i rifiuti all'ospedale di Torrette ad Ancona: aperta inchiesta della Procura, si sarebbe trattato di carenza di personale.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene27 Marzo 2026Aggiornato:27 Marzo 2026
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Due sacche di plasma
Due sacche di plasma (fonte: DiverDave, CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons)

Centinaia di sacche di plasma donate volontariamente da cittadini marchigiani sono finite tra i rifiuti speciali nell’officina trasfusionale dell’ospedale di Torrette, ad Ancona. Il motivo: non c’era abbastanza personale per congelarle entro le 24 ore previste dal prelievo. Un limite tassativo, superato il quale il materiale biologico non è più utilizzabile. Ora sulla vicenda indaga la Procura.

I carabinieri del Nas di Ancona si sono recati nel centro trasfusionale del nosocomio per acquisire documentazione e verificare la regolarità delle procedure di conservazione e smaltimento, cercando di stabilire se ci siano state negligenze amministrative o omissioni.

Stando a un primo accertamento dei militari, le sacche eliminate sarebbero 300, ciascuna da 250 grammi — cifra confermata dalla Regione e dall’ospedale. Ma la ricostruzione di Fanpage.it, che ha lanciato l’inchiesta, parla di oltre 1.600 sacche di plasma prelevato dai donatori gettate via invece di essere utilizzate per ricerca, farmaci o trasfusioni, con uno smaltimento che si sarebbe protratto per settimane, non per un solo giorno come sostiene l’assessorato alla Sanità.

La carenza di personale nell’officina trasfusionale era già stata denunciata ufficialmente nel febbraio 2024 attraverso un’interrogazione regionale del Pd, senza che la Regione intervenisse. Quando la criticità è esplosa nei primi giorni di marzo, il materiale biologico in arrivo non ha trovato tecnici sufficienti a processarlo in tempo.

La Procura di Ancona si avvia ad aprire un fascicolo contro ignoti dopo l’esposto depositato dal consigliere regionale di Avs Andrea Nobili. Si dovrà verificare il tipo di reato ravvisato e se rientri nella fattispecie penale: tra le ipotesi c’è l’omissione di atti d’ufficio. Anche l’ospedale di Torrette ha presentato un proprio esposto, dopo la diffusione di documenti e comunicazioni interne, e ha istituito una commissione tecnica per ricostruire l’accaduto. Non si esclude un possibile danno erariale.

Sul piano parlamentare, i deputati del Pd Irene Manzi, Ilenia Malavasi e Augusto Curti hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci, definendo la vicenda “uno spreco di risorse pubbliche e un tradimento della fiducia dei donatori”.

A farsi sentire con forza è stata anche Avis Marche. Il presidente Daniele Ragnetti ha sottolineato come l’associazione si limiti alla chiamata dei donatori e alla gestione degli appuntamenti, senza alcun rapporto diretto con l’officina trasfusionale di Torrette, unico centro regionale per la lavorazione del sangue donato. “A destare particolare amarezza”, ha aggiunto, “è il rischio di mortificare il valore del dono“: un gesto gratuito su cui si regge l’intera filiera trasfusionale.

Il plasma è una componente del sangue insostituibile in laboratorio, usata per produrre farmaci salvavita come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione. L’Italia ne importa ancora una quota significativa. Ogni sacca sprecata è, concretamente, una cura in meno.

Una commissione ispettiva regionale avrà 30 giorni per fare luce sull’intera vicenda. Nel frattempo, la Regione ha inviato tecnici aggiuntivi all’officina e accelerato i ritiri del plasma destinato all’industria farmaceutica. Ma la domanda che resta in piedi è una sola: perché un problema segnalato già nel 2024 ha atteso fino a diventare uno scandalo?

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