Le condizioni di salute della gattina Rosi, vittima di un brutale abuso nel Parco di Tor Tre Teste a Roma, rimangono estremamente critiche e la prognosi resta riservata. Attualmente ricoverata presso il CVS (Centro Veterinario Specialistico), l’animale presenta un’infezione settica diffusa causata dalle gravissime lesioni riportate durante la violenza. I medici veterinari hanno dovuto inserire un sondino naso-gastrico per garantirle l’alimentazione necessaria, poiché la piccola non riesce a nutrirsi autonomamente ed è costantemente monitorata sotto fluidi.
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Il bollettino medico emesso nelle ultime ore di oggi descrive uno scenario clinico complesso e preoccupante. Rocco Ferraro, consigliere capitolino e delegato all’Ambiente, ha visitato la struttura sanitaria insieme a Emanuela Bignami, presidente della sezione di Ostia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, per accertarsi personalmente dello stato di Rosi.
I parametri vitali indicano una risposta immunitaria massiccia: i globuli bianchi risultano altissimi, segno che l’organismo sta tentando di contrastare una setticemia scaturita dalle ferite interne. L’uso del sondino naso-gastrico è diventato indispensabile per sostenere le funzioni vitali, dato che l’appetito della gattina è quasi nullo. Sebbene in un primo momento ci fosse stato un lieve segnale di ripresa nell’alimentazione, il decorso post-traumatico ha subito un rallentamento che impone cautela e ulteriori esami diagnostici.
Sul fronte giudiziario, l’attenzione degli inquirenti è massima. I Carabinieri stanno setacciando le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza dei commercianti situati nelle vicinanze del Parco di Tor Tre Teste. L’obiettivo non è solo individuare l’atto della violenza, ma ricostruire i movimenti sospetti avvenuti nell’area tra sabato 21 e lunedì 23 marzo.
Le telecamere di via Francesco Tovaglieri e via Vittorio Olcese sono sotto analisi minuziosa per identificare chiunque sia fuggito o si sia aggirato con fare insolito nel perimetro del parco. Rocco Ferraro si è detto fiducioso sull’operato delle forze dell’ordine, sottolineando che la gravità del caso è stata recepita con estrema serietà dalle autorità, che hanno attivato tempestivamente la macchina investigativa per evitare che l’autore resti impunito.
In vicende di questo tipo, la collaborazione dei residenti può risultare decisiva per chiudere il cerchio attorno al colpevole. È stato lanciato un appello accorato a chiunque frequenti abitualmente il parco o risieda nelle zone limitrofe: ogni dettaglio, anche se apparentemente insignificante, può rappresentare il tassello mancante per gli investigatori.
Le autorità invitano chiunque abbia notato anomalie o rumori sospetti nelle date indicate a farsi avanti. Le segnalazioni possono essere inoltrate tramite Numero Unico delle Emergenze 112, per comunicazioni immediate con i militari e posta elettronica: scrivendo all’indirizzo messo a disposizione dall’ufficio legale della LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane).
Il caso di Rosi ha sollevato un’ondata di sdegno e solidarietà che attraversa tutta la capitale, portando nuovamente al centro del dibattito pubblico la necessità di pene più severe per i reati di maltrattamento e abuso sugli animali. La speranza dei volontari e dei cittadini è che la piccola Rosi riesca a superare la fase acuta dell’infezione, mentre la giustizia prosegue il suo corso per dare un nome al responsabile di tale atrocità



