C’è un simbolo religioso che da anni si fa portatrice di fede e speranza volando (letteralmente) da una nazione all’altra. La Statua della Madonna di Pellegrina di Fatima non è soltanto un simbolo di fede per milioni di cattolici, ma una viaggiatrice abituale che dal 1947 solca i cieli di tutto il mondo seguendo le rigide procedure dell’aviazione civile. Nessun favoritismo, ogni spostamento aereo avviene attraverso l’acquisto di un regolare biglietto di viaggio e l’emissione di una carta d’imbarco nominale, permettendole di occupare un sedile in cabina, spesso in business class, accanto al suo custode ufficiale. Ma perché una statua oggetti di venerazione vola per il mondo?
L’origine di questa consuetudine risale al secondo Dopoguerra, precisamente al 13 ottobre 1947, quando la prima statua lignea venne benedetta per iniziare un pellegrinaggio attraverso le capitali europee martoriate dal conflitto. Realizzata in pregiato mogano brasiliano dallo scultore José Ferreira Thedim, l’opera fu concepita per dare un volto concreto alle visioni descritte da Lúcia dos Santos nel 1917.
Sin dai primi trasferimenti internazionali, fu stabilita una condizione tassativa per la tutela del simulacro: la statua non sarebbe mai stata imbarcata nella stiva come un comune bagaglio, ma avrebbe viaggiato esclusivamente in cabina come un passeggero aggiunto, garantendo così la sua integrità fisica e spirituale.

Con l’espansione del culto e la necessità di raggiungere i fedeli oltreoceano, venne realizzata una seconda versione della statua, l’unica a contenere al proprio interno una reliquia dell’originale. Sebbene la prima effigie sia stata ritirata e sia oggi custodita stabilmente nel Santuario di Fatima in Portogallo, la missione itinerante prosegue attraverso diverse repliche autorizzate. Queste statue sono gestite da organizzazioni come il World Apostolate of Fatima, che coordina gli spostamenti globali assicurando che ogni dettaglio del viaggio rispetti sia le norme civili che il decoro religioso.
Durante le fasi di imbarco, la statua viene solitamente trasportata all’interno di una custodia protettiva per facilitare il passaggio ai controlli di sicurezza e l’ingresso nell’aeromobile. Una volta a bordo, viene posizionata rigorosamente nel posto accanto al finestrino. Questa scelta non è casuale: in caso di evacuazione d’emergenza, la presenza della statua non deve in alcun modo ostacolare il rapido deflusso dei passeggeri verso i corridoi e le uscite di sicurezza. Una volta raggiunta la quota di crociera, il custode scopre l’effigie, rendendola visibile agli altri viaggiatori e al personale di bordo.
La Madonna di Fatima continua a collezionare migliaia di miglia ogni anno, spostandosi da un continente all’altro, come una normale viaggiatrice. Anche se di normale ha poco o nulla.



