L’online è quasi un universo a sé e lo dimostra il fatto che nascono nuove parole per descrivere emozioni e azioni che si compiono sul web. Una di queste è clout chaser, da clout, termine inglese che indica potere e influenza, specialmente sui social media. Essere un clout chaser vuol dire essere alla costante ricerca di attenzioni e fama sui social.
Il termine, quasi sempre negativo, viene utilizzato soprattutto quando qualcuno si attacca a una celebrità, un trend, una controversia o un momento virale solo per guadagnare follower o visibilità. C’è un trend nuovo che impazza? Bene, chi lo segue, anche se il trend non è di proprio interesse, solo per ottenere qualche follower in più o finge amicizia con un creator famoso è un clout chaser.
Fondamentalmente, è un modo per dire che qualcuno cerca disperatamente attenzione e non riesce ad ottenerla in modo organico. L’espressione funziona sia nelle conversazioni informali che nei commenti online. Di solito è giocosa, sarcastica o leggermente critica. A volte tutte e tre le cose insieme.

L’aspetto ironico (o triste, a seconda dei punti di vista) del clout chasing è che i social media praticamente lo incoraggiano. Le app premiano l’attenzione. L’attenzione porta follower. I follower portano influenza. Quindi, mentre il termine è spesso inteso come una critica, riflette anche la sconcertante realtà della cultura di internet: a volte si esagera davvero per avere attenzione.
Una gara digitale dagli esiti potenzialmente pesanti, perché invece di essere risolutiva rischia di avere l’effetto opposto. Occorre dunque fare attenzione e chiedersi sempre perché ci si muova in un determinato modo. Se è di proprio interesse quella determinata persona o tema, allora va bene. Altrimenti, meglio soprassedere.
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