Nelle ultime puntate di Un posto al sole, la sua Ornella sta lentamente ricostruendo il rapporto col marito Raffaele. Oggi, Marina Giulia Cavalli è una donna innamorata del suo lavoro, profondamente legata alla memoria della figlia Arianna, scomparsa all’età di 21 anni per leucemia. Intervenuta a margine del BCT, il Festival della Televisione e del Cinema di Benevento, Cavalli ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair parlando della sua professione e di quel dolore che ha saputo trasformare: “Il dolore non va attraversato: è lui che ti attraversa. Non ci credo a quelli che dicono che sfuggono dal dolore: non c’è niente da fare, perché non si scappa“.
Da quella perdita devastante, Cavalli ha sempre parlato poco in pubblico, ma quando lo fa, come in questo caso, lo fa con grande autenticità: “Sto cercando in qualche modo uno scopo perché mi mancano un po’ di prospettive, mi manca un po’ di sprint. Per cui sono alla ricerca, ma in maniera soft“. Come Ornella Bruni, il personaggio che interpreta da 25 anni con grande successo, ha deciso di studiare lingue per ritrovare sé stessa: “Trovo che in una lingua straniera l’uso di certe parole rispecchi il carattere di un certo popolo. Di certo non studio queste lingue per lavorare all’estero: lo faccio perché gli anni passano“.
Ed è proprio sul tempo che passa che Marina Giulia Cavalli fa la dichiarazione più spiazzante: “Non vedo l’ora che passi definitivamente. Sono molto curiosa di sapere cosa succederà poi. Non ho paura di invecchiare: mi preoccupa di più mia mamma che sta avendo delle problematiche particolari“.
La morte, per chi ha perso un figlio, assume un significato completamente diverso. “Forse è questo il motivo per cui la morte non mi spaventa. Perché dico: l’ha attraversata lei, la posso attraversare anch’io. Dopotutto è il nostro destino“, confessa l’attrice. Non c’è rassegnazione in queste parole, ma una forma di accettazione che nasce da una speranza precisa.
Poi, un pensiero dedicato ad Arianna: “Credo che mia figlia esista ancora: le parlo, la sento. Magari è la mia fantasia, la mia immaginazione, ma è l’unico modo che ho per andare avanti. Altrimenti mi sarei buttata giù da un balcone, e bello alto. Le parlo ogni giorno, credere che sia ancora da qualche parte mi tiene in vita“.
Infine, una riflessione sulla sua arte: “Nella mia vita non ho mai toccato la punta dell’arte, ma di un buon artigianato. Quello sì“.
