Il trionfo a Venezia si è trasformato in poche ore in una minaccia di espulsione. I registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, premiati sabato scorso con il premio speciale della giuria all’83esima Mostra del Cinema di Venezia per il documentario NAZA, sono finiti al centro di una tempesta politica che potrebbe costargli la cittadinanza israeliana.
Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha annunciato domenica su X la sua intenzione di agire immediatamente per revocare la cittadinanza ai due registi, accusandoli di “tradimento contro lo stato“. Secondo Zohar, Abraham e Szor hanno danneggiato il loro paese “solo per ricevere applausi dagli antisemiti di tutto il mondo“.
“La vittoria del film ignobile “נז״א” al Festival di Venezia è sconvolgente. L’odio autoinflitto e bruciante dei creatori, disposti a ferire la loro patria pur di ricevere applausi dagli antisemiti nel mondo, è inconcepibile e costituisce un tradimento verso lo Stato.
Questa è esattamente la ragione per cui ho guidato la riforma importante nel cinema, affinché i cittadini di Israele non debbano più pagare di tasca propria per l’offesa ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane e allo Stato di Israele. In qualità di Ministro della Cultura, agirò immediatamente per revocare la cittadinanza israeliana di questi vili creatori per tradimento verso lo Stato“.
הזכייה של הסרט הנבזי נז״א בפסטיבל ונציה מזעזעת. השנאה העצמית היוקדת של היוצרים שמוכנים לפגוע במולדתם כדי לקבל מחיאות כפיים מהאנטישמים בעולם בלתי נתפסת ומהווה בגידה במדינה.
זו בדיוק הסיבה שהובלתי את הרפורמה החשובה בקולנוע כדי שאזרחי ישראל לא ישלמו יותר מכיסם על הפגיעה בחיילי צה״ל…— Miki Zohar מיקי זוהר (@zoharm7) September 13, 2026
NAZA, prodotto dal Guardian, è un documentario di 80 minuti che documenta l’uso da parte di Israele di sistemi potenziati dall’intelligenza artificiale per compiere quello che la sinossi ufficiale del festival definisce “uccisioni di massa calcolate” di palestinesi a Gaza. Il titolo del film prende il nome dall’acronimo utilizzato dai servizi di intelligence israeliani per indicare quanti civili si prevede moriranno in un attacco aereo su Gaza.
Il documentario ha ricevuto un’ovazione di 25 minuti alla sua premiere veneziana, stabilendo un record per il festival. Abraham e Szor hanno raccolto testimonianze da 24 diversi informatori israeliani dell’esercito e dell’intelligence che hanno descritto i sistemi di targeting utilizzati per bombardare Gaza, responsabili della morte di decine di migliaia di civili.
Una delle rivelazioni più scioccanti contenute nel film riguarda l’approvazione data per uccidere 500 NAZA, ovvero 500 civili, al fine di eliminare un singolo membro di Hamas. Gli intervistati hanno anche descritto un sistema di intelligenza artificiale chiamato “Lavender”, utilizzato per monitorare le telecomunicazioni tra i palestinesi a Gaza e determinare gli obiettivi delle uccisioni mirate.
La minaccia di Zohar non è rimasta isolata. Altri ministri israeliani hanno attaccato duramente i registi, già vincitori di un Oscar nel 2025 per il loro film No Other Land sulla violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania occupata. Il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha scritto su X: “Siete una vergogna e un imbarazzo per tutto il popolo di Israele“.
L’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha definito Abraham e Szor “odiatori di Israele“, mentre l’ex primo ministro Naftali Bennett ha descritto il documentario come “un’orribile calunnia di sangue contro i nostri figli e figlie”.
La revoca della cittadinanza è legalmente possibile in Israele, anche se raramente applicata. Nel 2022 la Corte Suprema ha confermato che lo stato può privare le persone della loro nazionalità se non hanno dimostrato “lealtà”, ad esempio commettendo atti di spionaggio o tradimento. La legge è stata ulteriormente ampliata nel 2023 per applicarsi alle persone condannate per “terrorismo”. La procedura richiede che il ministro dell’Interno presenti la richiesta di revoca, il ministro della Giustizia la approvi e i giudici la convalidino.
Non è la prima volta che Abraham affronta conseguenze violente per il suo lavoro. La casa della sua famiglia era stata presa di mira da una folla di estrema destra dopo la prima mondiale di No Other Land nel 2024.
In un editoriale, il quotidiano Haaretz ha esortato gli israeliani a confrontarsi con quella che ha descritto come la realtà delle azioni di Israele a Gaza. Abraham ha dichiarato di sperare che il suo documentario spinga i governi occidentali ad applicare sanzioni economiche contro Israele.
NAZA è distribuito da I Wonder Pictures e sarà nei cinema italiani in uscita dal 28 al 30 settembre.
