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Home » Ambiente » Animali » Il 17 febbraio l’Italia si ferma per loro: ma sai davvero perché i gatti li festeggiamo oggi?

Il 17 febbraio l’Italia si ferma per loro: ma sai davvero perché i gatti li festeggiamo oggi?

Il 17 febbraio è la Festa Nazionale del Gatto in Italia: un giorno ricco di simboli, storia e amore per i felini. Ecco perché si celebra proprio oggi.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino17 Febbraio 2026
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Donna che coccola il suo gatto
Donna che coccola il suo gatto (fonte: FreePik)

Ogni anno, il 17 febbraio, l’Italia si ferma per celebrare uno degli animali più affascinanti e misteriosi che condividano la vita accanto all’essere umano: il gatto. La Festa Nazionale del Gatto non è una ricorrenza inventata dai social media né una trovata commerciale risale al 1990, quando nacque da un’iniziativa tutta italiana con un preciso valore culturale e simbolico.

L’idea partì da Claudia Angeletti, giornalista e appassionata di felini, che lanciò un referendum tra i lettori della rivista Tuttogatto per scegliere la data più significativa da dedicare a questi animali. A vincere fu la proposta di Oriella Del Col, che indicò il 17 febbraio motivandola con una serie di riflessioni tutt’altro che casuali.

Febbraio è il mese dell’Acquario, il segno zodiacale per eccellenza degli spiriti liberi e anticonformisti: un ritratto fedele del carattere felino. Ma c’è di più: nella tradizione popolare italiana, febbraio era noto come “il mese dei gatti e delle streghe”, un’associazione che rimanda a secoli di folklore e suggestione.

Uomo che coccola il suo gatto
Uomo che coccola il suo gatto

La scelta del giorno 17 nasconde un gioco di parole antico e raffinato. Nella tradizione italiana, il 17 è da sempre considerato un numero sfortunato, molto più del 13 per gli anglosassoni. Il motivo? Il numero romano XVII è l’anagramma di VIXI, espressione latina che significa letteralmente sono vissuto, e quindi sono morto.

Eppure il gatto, secondo la leggenda, non teme la morte: possiede sette vite. Così il 17 si trasforma in un simbolo di rinascita, 1 vita per 7 volte, e la data scelta per la festa diventa un vero atto di riscatto nei confronti di tutte le superstizioni che, nei secoli, hanno circondato questi animali, in particolare il gatto nero.

È bene chiarire una distinzione che genera spesso confusione. Esistono più date dedicate ai felini nel mondo: l’8 agosto è riconosciuto come Giornata Mondiale del Gatto a livello internazionale, mentre il 17 novembre è la Giornata del Gatto Nero. Il 17 febbraio, però, rimane la ricorrenza più sentita in Italia, proprio per la profondità dei significati che porta con sé.

La Festa del Gatto non è solo un momento di tenerezza collettiva. È anche un’occasione concreta di riflessione sul benessere animale. I gatti sono maestri nell’nascondere il dolore: un comportamento cambiato, una minore vivacità o un appetito irregolare possono essere segnali importanti che meritano attenzione.

Visite veterinarie regolari, un’alimentazione adeguata e un ambiente domestico stimolante sono elementi fondamentali per garantire una vita sana e serena a questi compagni silenziosi. Celebrarli significa anche promuovere l’adozione consapevole e contrastare l’abbandono, ancora troppo diffuso.

Il rapporto tra gatto e essere umano è difficile da descrivere a parole. Non è la devozione del cane, né l’indifferenza che spesso viene loro attribuita per luogo comune. È qualcosa di più sottile: una presenza quieta, uno sguardo che valuta, una fiducia che si conquista nel tempo e non si dà mai per scontata.

Il 17 febbraio è, in fondo, un invito a guardare con occhi nuovi il proprio compagno felino — a cogliere i dettagli, rispettare i suoi ritmi e riconoscere, con gratitudine, quanto arricchisca la quotidianità.

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