Nel Delaware, quello che è iniziato come un banale furto di ortaggi si è trasformato in un fenomeno social da quasi 800mila follower. Protagonista assoluta: una marmotta con un appetito insaziabile e uno sguardo che ha saputo conquistare milioni di persone.
Jeff Permar scoprì il mistero nel 2019, quando installò una telecamera nell’orto per capire chi stesse rubando i suoi pomodori. Davanti all’obiettivo apparve una marmotta che rosicchiava verdure con un’aria quasi teatrale, fissando la telecamera senza timore. Jeff la chiamò Chunk, e da quel momento tutto cambiò.
Invece di arrabbiarsi, Jeff iniziò a condividere quei video online: la spontaneità dell’animale, che sembrava quasi posare per la camera mentre divorava broccoli e pannocchie, colpì immediatamente il pubblico. I numeri parlano chiaro: 175mila iscritti su YouTube e 769mila follower su Instagram per un canale dedicato a una marmotta e alla sua famiglia.
Perché nel tempo Chunk non è rimasta sola: sono arrivati la compagna Nibbles e i piccoli Nugget, Chip e Chibbles. I fan li hanno ribattezzati “The Chunks” e seguono le loro scorribande quotidiane come se fossero una serie tv, commentando ogni nuovo episodio gastronomico.
Jeff ha tentato di proteggere il suo orto con recinzioni e barriere, ma le marmotte sono scavatrici esperte: costruiscono tunnel profondi e complessi, aggirando qualsiasi ostacolo. Di fronte all’evidenza, ha scelto una strada diversa: ha creato un secondo orto, riservato esclusivamente a Chunk e famiglia. Una zona franca dove le marmotte possono mangiare liberamente, lasciando intatto il resto delle coltivazioni.
La filosofia dietro questa scelta è semplice: la terra non è solo degli esseri umani. Attraverso i suoi video, Jeff racconta una possibile convivenza con la fauna selvatica, trasformando un conflitto domestico in un progetto condiviso. Quello che era nato come un problema è diventato un racconto quotidiano che mescola natura, ironia e rispetto ambientale.
E Chunk continua a guardare dritto in camera, un morso alla volta, dimostrando che a volte la soluzione migliore non è combattere, ma trovare un equilibrio. Anche se questo significa sacrificare qualche zucchina.



