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Home » Ambiente » Animali » Le formiche malate chiedono di morire per salvare la colonia: la scoperta dimostra quanto siano evolute

Le formiche malate chiedono di morire per salvare la colonia: la scoperta dimostra quanto siano evolute

Le formiche malate rilasciano volontariamente un segnale chimico che dice alle compagne: "Uccidetemi". Una scoperta che cambia tutto sul sacrificio animale.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino3 Dicembre 2025
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dettaglio formica
dettaglio formica (fonte: Unsplash)
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Un gruppo di scienziati austriaci ha scoperto qualcosa di incredibile: le formiche giovani infette comunicano attivamente alle loro compagne di ucciderle prima che possano contagiare l’intera colonia.

I ricercatori dell’Institute of Science and Technology Austria hanno studiato una piccola formica da giardino chiamata Lasius neglectus, esponendola a un fungo letale. Quello che hanno osservato è straordinario: quando le giovani formiche ancora chiuse nel bozzolo vengono infettate, producono un odore chimico specifico sulla loro pelle che funziona come un messaggio di emergenza.

Le formiche adulte captano questo segnale e rispondono in modo brutale ma efficace: strappano il bozzolo, mordono la giovane formica malata e le iniettano veleno che uccide sia lei che il fungo patogeno. È una sorta di eutanasia preventiva che blocca l’epidemia sul nascere.

Per capire se questo segnale fosse davvero intenzionale, gli scienziati hanno fatto un esperimento ingegnoso. Hanno estratto l’odore dalle formiche malate e lo hanno spalmato su formiche completamente sane. Risultato? Le adulte hanno ucciso anche quelle sane, dimostrando che è proprio quel particolare profumo chimico a scatenare il comportamento letale.

due formiche in controluce
due formiche in controluce (fonte: Unsplash)

Ma la prova più convincente è arrivata quando hanno tenuto alcune formiche infette da sole e altre vicino alle compagne adulte. Le malate hanno prodotto il segnale d’allarme solo quando c’erano altre formiche nei paraggi, confermando che si tratta di una vera e propria comunicazione deliberata, non di un effetto collaterale dell’infezione.

Non tutte le formiche però seguono questa regola del sacrificio. Gli scienziati hanno scoperto un’eccezione affascinante: le future regine non emettono mai questo segnale di morte, nemmeno quando sono infette. All’inizio sembrava una forma di egoismo, ma la verità è diversa.

Le regine possiedono un sistema immunitario molto più potente delle operaie comuni e riescono spesso a sconfiggere l’infezione da sole. Per loro, chiedere di essere eliminate sarebbe uno spreco inutile di potenziale riproduttivo. La loro decisione di non segnalarsi riflette quindi una capacità reale di sopravvivere, non un tradimento della colonia.

Erika Dawson, la ricercatrice principale dello studio pubblicato su Nature Communications, spiega che i nidi delle formiche sono ambienti perfetti per le epidemie: migliaia di individui si muovono costantemente uno sopra l’altro in spazi ristretti. Le formiche adulte malate possono abbandonare il nido per morire lontano, ma le giovani intrappolate nei bozzoli non hanno questa possibilità.

Dal punto di vista evoluzionistico, sacrificarsi ha senso anche per l’individuo. Le formiche di una colonia sono tutte parenti stretti e condividono gran parte del DNA. Salvando la colonia dalla malattia, la formica che si sacrifica garantisce che i suoi geni vengano comunque trasmessi attraverso le sorelle e le cugine che sopravvivono.

Questa strategia ricorda molto da vicino quello che succede nel nostro organismo. Anche le cellule umane infettate da virus emettono segnali molecolari che dicono al sistema immunitario: “Trovatemi e distruggetemi”. La colonia di formiche funziona davvero come un unico grande organismo, dove ogni individuo è simile a una cellula che può essere sacrificata per il bene del tutto.

Altri animali praticano forme di distanziamento sociale quando si ammalano, dai pesci guppy ai pipistrelli, ma il caso delle formiche è unico perché non si limitano a isolarsi passivamente: chiedono attivamente di essere eliminate. Le api, per esempio, cacciano via le compagne malate dall’alveare, ma le formiche vanno oltre con questo sistema di auto-segnalazione.

 

 

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