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Home » Ambiente » Animali » Un’amicizia impossibile nei pascoli francesi: il cinghialino Babe ha trovato una mamma tra i cavalli e scioglie i cuori

Un’amicizia impossibile nei pascoli francesi: il cinghialino Babe ha trovato una mamma tra i cavalli e scioglie i cuori

In Francia è nata una nuova amicizia: la giumenta Naya adotta il piccolo cinghiale Babe. Una storia di natura e protezione che sfida ogni regola. 
RedazioneBy Redazione2 Marzo 2026
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Cavalla con cinghialino
Cavalla con cinghialino

Nell’Alta Loira, vicino a Couteaux, è nato un legame fraterno e protettivo tra un cucciolo di cinghiale e un gruppo di cavalli di razza Comtois. Il piccolo, ribattezzato Babe in omaggio al celebre maialino cinematografico, è apparso improvvisamente tra i pascoli, trovando rifugio e nutrimento affettivo in un ambiente solitamente estraneo alla sua specie, dove la caccia e la diffidenza reciproca rappresentano la norma.

 

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L’integrazione del giovane cinghiale nel branco di equini è avvenuta con una naturalezza che ha lasciato sbalorditi gli abitanti del villaggio francese. Nonostante le origini del cucciolo rimangano ignote, forse si è smarrito o durante uno spostamento ha perduto la mamma, la sua scelta di eleggere le giumente come nuova famiglia è stata immediata. Tra tutti gli esemplari presenti, è stata Naya a manifestare l’istinto materno più spiccato: la cavalla lo ha accudito con la stessa cura che avrebbe riservato a un puledro della propria specie.

 Naya coordina i propri movimenti con estrema cautela, sollevando e posando gli zoccoli con precisione millimetrica per evitare di calpestare il piccolo. Qualora estranei tentino di avvicinarsi alla recinzione, la giumenta interviene prontamente interponendosi tra il pericolo e il cinghiale, dimostrando un senso di protezione che trascende le barriere di specie.

Nonostante la forte impronta domestica derivata dalla convivenza con i cavalli, Babe mantiene però alcuni tratti caratteristici della sua natura selvatica. Il piccolo ha imparato a partecipare al momento del pasto nella fattoria, approfittando delle razioni di pane secco destinate agli equini per poi dileguarsi con agilità verso i margini del bosco limitrofo. Con il passare delle settimane, il suo aspetto fisico ha subito le naturali trasformazioni della crescita: il mantello striato tipico della prima infanzia sta lasciando il posto a una colorazione più scura e uniforme, mentre il grugno, costantemente sporco di terra, testimonia l’inizio di un’attività di foraggiamento autonomo nel sottobosco.

La presenza di un animale selvatico in un contesto agricolo ha sollevato questioni burocratiche e di sicurezza pubblica. Secondo le normative prefettizie locali, gli esemplari che mostrano comportamenti eccessivamente confidenti o anomali potrebbero essere destinati all’abbattimento preventivo. Tuttavia, l’allevatore che ospita la mandria si è schierato fermamente a difesa del cucciolo, sottolineando come l’animale non rappresenti alcuna minaccia per le colture o per l’uomo, limitandosi a seguire le cavalle nei loro spostamenti abituali.

Il destino di Babe rimane un’incognita affascinante. Gli esperti si interrogano se, una volta raggiunta la piena maturità fisica, l’istinto lo porterà a ricongiungersi definitivamente ai propri simili nella foresta o se il legame con Naya risulterà più forte del richiamo della selva. Per il momento, la convivenza prosegue in un equilibrio perfetto, dimostrando come la solidarietà animale possa manifestarsi in forme inaspettate e superare i confini tra il mondo domestico e quello naturale.

 

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