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Home » Attualità » “La pace non passa da Hamas”: Abu Mazen lancia il suo ultimatum per Gaza e chiede all’Italia di riconoscere la Palestina

“La pace non passa da Hamas”: Abu Mazen lancia il suo ultimatum per Gaza e chiede all’Italia di riconoscere la Palestina

In un'intervista esclusiva al Corriere della Sera, Abu Mazen chiede il disarmo di Hamas e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Sarà in Italia il 7 novembre per incontrare Meloni, Mattarella e Papa Leone XIV.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Ottobre 2025
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Abu Mazen
Abu Mazen (fonte: EPA/CLEMENS BILAN)

Non si può ancora pronunciare la parola pace per Gaza. La tregua, successiva all’approvazione del piano ideato da Donald Trump, regge a sprazzi con i miliziani di Hamas che compiono esecuzioni di presunti collaborazionisti di Israele e l’IDF che continua ancora a bombardare. A prendere la parola, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, a vent’anni dalla sua ascesa alla guida dell’Autorità nazionale palestinese, c’è allora Mahmoud Abbas, conosciuto come Abu Mazen.

Il leader palestinese sarà in Italia il 7 novembre per incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Papa Leone XIV. La visita arriva in un momento cruciale per la Striscia di Gaza, devastata da due anni di assedio seguiti al massacro del 7 ottobre.

“Abbiamo accolto con favore l’annuncio del presidente americano di un cessate il fuoco a Gaza“, ha dichiarato Abu Mazen, sottolineando che la prima fase del piano prevede la liberazione di ostaggi e prigionieri, l’ingresso di aiuti umanitari gestiti dalle Nazioni Unite e il ritiro delle forze israeliane. Ma la vera novità sta nella rivendicazione di sovranità: “Lo Stato di Palestina è l’autorità sovrana su Gaza“, ha affermato con fermezza.

Abu Mazen
Abu Mazen (fonte: La Repubblica)

Il presidente ha delineato un percorso preciso per riportare Gaza sotto il controllo dell’Anp: ristabilire il collegamento con la Cisgiordania attraverso leggi, istituzioni e governo, utilizzando un Comitato Amministrativo Transitorio e forze di sicurezza legittime. L’Autorità palestinese ha inoltre concordato la presenza temporanea di una forza di stabilizzazione arabo-internazionale con mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, accogliendo con favore un possibile ruolo dell’Italia.

Ma è sulla questione di Hamas che Abu Mazen ha pronunciato le parole più dure. Commentando i video delle esecuzioni sommarie compiute dal movimento islamista a Gaza, ha dichiarato: “Condanniamo con fermezza le esecuzioni sommarie compiute da Hamas contro decine di cittadini, commesse al di fuori di ogni quadro legale e senza alcun processo equo“. Il presidente ha definito queste azioni come “orrende e inaccettabili”, una violazione dei diritti umani che ostacola la ricostruzione e l’unificazione delle istituzioni palestinesi.

La richiesta di disarmo è categorica: “C’è una richiesta internazionale di disarmo che Hamas ha approvato. Le armi vanno consegnate“. Abu Mazen ha lasciato aperta una sola possibilità per il futuro politico di Hamas: la trasformazione in partito politico, a condizione che adotti i principi dell’Olp, riconosca Israele, rispetti gli impegni internazionali e sostenga la soluzione dei due Stati.

Sul fronte delle riforme interne, l’Anp sta attuando cambiamenti significativi. Non si tengono elezioni legislative dal 2006, ma il presidente ha annunciato che si stanno organizzando elezioni presidenziali e parlamentari entro un anno dalla fine della guerra. È in fase di preparazione una costituzione provvisoria che sarà annunciata nei prossimi mesi, insieme a nuove norme sulla legge elettorale e sui partiti.

Tra le riforme già completate figura l’abolizione dei controversi “pagamenti alle famiglie dei martiri”, sostituiti da un sistema di protezione sociale pronto per la revisione internazionale. L’Autorità sta inoltre modificando i curricula educativi in conformità con gli standard dell’Unesco e portando avanti riforme promesse all’Unione Europea e alla Banca Mondiale.

Abu Mazen ha ribadito con convinzione il suo sostegno alla soluzione dei due Stati: “Resta l’unica opzione per garantire pace, sicurezza e stabilità nell’intera regione“. Il presidente ha chiesto che cessino immediatamente le misure israeliane che minano questa prospettiva, tra cui il trattenimento dei fondi palestinesi, l’espansione delle colonie, il terrorismo dei coloni, l’annessione di terre e le aggressioni contro i luoghi santi islamici e cristiani.

Un tema centrale dell’intervista è stato il riconoscimento internazionale della Palestina. Lo Stato palestinese è oggi riconosciuto da più di 159 Paesi ed è membro a pieno titolo di oltre cento organizzazioni e trattati internazionali. “Non si tratta di un gesto simbolico, ma di un riconoscimento politico e giuridico del diritto del popolo palestinese alla propria statualità“, ha spiegato Abu Mazen, aggiungendo che questi ultimi riconoscimenti hanno contribuito a porre fine alle sofferenze di Gaza.

E proprio all’Italia, che ancora non riconosce lo stato palestinese , il leader politico lancia un appello diretto: “Dopo l’attuazione della prima fase del piano, chiederò anche al governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina“. Durante la visita del 7 novembre, Abu Mazen intende rafforzare le già solide relazioni tra Palestina e Italia, Paese che ha svolto un ruolo importante nella formazione delle forze di polizia e sicurezza palestinesi e nel contributo umanitario alla popolazione di Gaza.

 

 

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