Una delle regole europee più discusse e temute dalle famiglie, il divieto di vendita delle caldaie a gas tradizionali a partire dal 2029, è stata ritirata. La Commissione Europea ha cambiato direzione, pubblicando una nuova bozza di regolamento che non include più il vincolo temporale che avrebbe di fatto costretto tutti i produttori a uscire dal mercato.
Questa retromarcia è un sospiro di sollievo per le aziende del settore e per milioni di famiglie che temevano di dover sostituire forzatamente i loro impianti. Le caldaie a gas potranno dunque continuare a essere vendute e installate senza una data di scadenza imposta da Bruxelles. La bozza di regolamento, nota come Ecodesign, è stata rivista per consentire la permanenza sul mercato sia dei modelli più efficienti (a condensazione) sia di quelli tradizionali.
Nonostante la libertà di vendita rimanga, l’obiettivo a lungo termine dell’Europa di eliminare i combustibili fossili entro il 2040 (fissato dalla direttiva Epbd, nota come “Case Green”) resta in vigore. La differenza cruciale, ora, riguarda il metodo.

Invece di vietare la vendita, l’Unione Europea agirà sugli incentivi. Ciò significa che, a partire dal 2025, gli Stati membri non potranno più offrire agevolazioni o bonus statali per l’acquisto di nuove caldaie a gas. Gli incentivi saranno indirizzati esclusivamente verso l’adozione di sistemi di riscaldamento alternativi e più ecologici.
In pratica: potrai ancora comprare una caldaia a gas, ma dovrai farlo con i tuoi soldi, senza aiuti statali. Fino a poco tempo fa, invece, era possibile accedere a detrazioni per installare modelli a condensazione.
Il settore industriale, come Assotermica, ha accolto la notizia con favore, definendo il divieto iniziale una “misura folle” che avrebbe danneggiato la produzione. Tuttavia, l’attenzione si sposta ora sulla direttiva “Case Green”, che continuerà a spingere i cittadini verso la dismissione degli impianti più vecchi e inquinanti, privilegiando l’efficienza energetica.



