Una contestazione accesa ha interrotto l’intervento della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini durante la kermesse di Fratelli d’Italia Atreju, in corso a Castel Sant’Angelo a Roma. Protagonisti della protesta sono stati gli studenti dell’Unione degli Universitari, che hanno manifestato il loro dissenso contro la riforma dell’accesso a Medicina e in particolare contro il semestre filtro.
La scena si è consumata mercoledì 11 dicembre, durante un panel dal titolo Alleanze per il sapere: politica e accademia in dialogo. Appena la ministra ha preso la parola, un gruppo di studenti seduti tra il pubblico ha iniziato a urlare: “Non ce la facciamo più, con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno. Questa riforma sta facendo soltanto male”.
La risposta di Bernini non si è fatta attendere ed è stata piuttosto dura. La ministra ha citato Silvio Berlusconi per replicare ai contestatori: “Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità”. Le parole hanno suscitato applausi scroscianti dal pubblico presente alla manifestazione, che si è alzato in piedi più volte in solidarietà con la ministra.
Non contenta della risposta dal palco, Bernini è scesa per parlare direttamente con gli studenti, ma il confronto non è stato possibile perché la contestazione si è intensificata ulteriormente. A quel punto, i giovani manifestanti sono stati invitati a uscire dalla sala.
Nel prosieguo del suo intervento, la ministra ha cercato di difendere il proprio operato e la riforma in corso: “Stavate meglio pagando 30mila euro? Ho investito 9,4 miliardi sull’università e oltre 800 milioni sulle borse di studio. Questa degli studenti è la strategia del caos: parlano ma non ascoltano. Comincio a preoccuparmi quando qualche partito politico fa loro eco”.
Bernini ha rivendicato di aver instaurato un dialogo costante con gli studenti: “Mi sto confrontando con loro da mesi, anche oggi li ho ascoltati: siete tutti testimoni. Direi che loro non hanno ascoltato me. Hanno iniziato a contestarmi prima ancora che parlassi”. La ministra ha criticato la natura della protesta, sostenendo che le contestazioni devono avere contenuti e non possono basarsi solo su slogan vuoti.
Sul tema specifico del semestre filtro per Medicina, Bernini ha riconosciuto l’esistenza di due errori nella prova di Fisica del secondo appello: “È vero, c’erano due errori, e nel caso della seconda domanda sbagliata, verrà riconosciuto un punto per tutti quindi nel compito di fisica si partirà da un punto”.
La ministra ha quindi spiegato il funzionamento della riforma: “Saranno riempiti tutti i posti della graduatoria di medicina: 24mila posti saranno coperti sulla base delle valutazioni di merito perché le domande sono serie. Quella di oggi non è una sanatoria, è la naturale evoluzione di una riforma che deve aspettare di arrivare a tutte le fasi di attuazione”.
Secondo Bernini, entro Natale verranno raccolti tutti i voti degli studenti che hanno partecipato al primo e al secondo appello, per poi stilare una graduatoria che determinerà chi potrà entrare immediatamente, chi entro il 28 febbraio scontando i propri debiti d’esame e chi potrà orientarsi verso materie affini già indicate al momento dell’iscrizione gratuita.
La ministra ha sottolineato quello che considera il cambio di paradigma della riforma: “Prima c’erano dei candidati ai test che venivano ghigliottinati fuori dai cancelli dell’università. Qui dal primo settembre abbiamo 55mila studenti che stanno studiando, formandosi e accumulando crediti formativi. Per la prima volta dopo 25 anni tutti entrano a formarsi dentro l’università”.
Bernini ha infine ribadito la sua disponibilità al confronto, pur rivendicando la necessità di decisioni definitive: “Essere al governo non significa pensare di avere sempre ragione. Riflettiamo costantemente, questa è una riforma di prima applicazione e non possiamo penalizzare gli studenti. Ascolto tutti, chiunque, ma per governare bisogna avere il coraggio di decidere. A un certo punto si ascoltano tutti e poi si decide”.
Le opposizioni non hanno tardato a commentare l’accaduto. Il senatore del Partito Democratico Francesco Verducci, membro della commissione Cultura del Senato, ha attaccato duramente la ministra: “La ministra oggi ha dato la dimostrazione di cosa è questo governo: solo arroganza, aggressività e disprezzo. Questo è il livello di chi ci governa. Blindati nel loro fortino di potere. Favoriscono i più forti e mandano al massacro tutti gli altri”.
Verducci ha ricordato che è dovere della ministra ascoltare gli studenti: “Invece oggi Bernini li ha voluti bullizzare. Un esempio al contrario. E tutto questo solo per coprire il fallimento totale del nuovo accesso a Medicina, che si sta rivelando per quel che è: un inganno a danno di studenti e famiglie, in particolare le più deboli”. Il senatore ha quindi chiesto alla ministra di scusarsi con gli studenti e di convocarli a un tavolo istituzionale.
Anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi è intervenuto sulla vicenda: “Invece di chiedere scusa per il caos dei test di medicina, invece di fare ammenda per il disastro creato, bullizza gli studenti giustamente inferociti che la contestavano. Davvero un bell’esempio per i giovani da una ministra dell’Università”.
Magi ha criticato i risultati della riforma, parlando di posti aumentati solo sulla carta ma che rischiano di restare vuoti perché le prove sono diventate un nuovo test di ingresso mascherato e ancora più complesso: “Davanti a questo disastro, ci saremmo aspettati un mea culpa da parte sua, non certo questa prova di arroganza”.



