Il colosso cinese dell’e-commerce Shein (e presto toccherà anche ad Alìexpress) si trova al centro di un grave scandalo in Francia. Sul suo sito erano in vendita bambole gonfiabili con l’aspetto di bambine, accompagnate da descrizioni a sfondo sessuale. Le autorità francesi hanno reagito con fermezza, denunciando l’azienda e minacciando conseguenze severe.
L’Autorità francese per la Concorrenza e la Repressione delle Frodi (Dgccrf) ha scoperto la vendita di queste bambole e ha immediatamente denunciato Shein. Le bambole erano alte 80 centimetri e rappresentavano bambine con oggetti come orsacchiotti. Quello che ha scosso le autorità è stata soprattutto la descrizione dei prodotti, che non lasciava dubbi sullo scopo per cui venivano venduti.
Shein ha rimosso immediatamente i prodotti dal sito non appena è scoppiato lo scandalo. L’azienda ha dichiarato di aver avviato un’indagine interna per capire come questi articoli siano finiti sulla piattaforma.
La reazione del governo è stata durissima. Il ministro dell’Economia Roland Lescure ha avvertito che se Shein dovesse ripetere questo comportamento, l’azienda potrebbe essere bandita completamente dal mercato francese. In Francia esistono leggi che permettono al governo di vietare l’accesso a piattaforme che distribuiscono materiale illegale, e queste regole si applicano anche alla pedopornografia.
Sarah El-Hairy, l’Alto Commissario francese per l’Infanzia, ha annunciato che convocherà tutte le principali piattaforme di e-commerce. Il suo obiettivo è risalire ai fornitori che producono queste bambole. Secondo El-Hairy, rimuovere i prodotti non basta: bisogna capire chi li ha creati, chi ne ha autorizzato la vendita e quali procedure mettere in atto perché non accada più. Ha anche sottolineato che una piattaforma che permette la vendita di questi articoli è in qualche modo complice.
Gli esperti sono preoccupati perché questi oggetti possono essere utilizzati da persone malintenzionate che potrebbero poi commettere abusi reali sui bambini. Non si tratta quindi solo di un problema di vendita illegale, ma di un rischio concreto per la sicurezza dei minori.
Un’altra criticità evidenziata dalle autorità è l’assenza di filtri che impediscano ai minori stessi di accedere a questi contenuti. Questo significa che anche bambini e ragazzi che navigano sul sito potrebbero imbattersi in questi prodotti.
Shein non è nuova a problemi in Francia: quest’anno è stata multata tre volte per un totale di 191 milioni di euro, per violazioni che vanno dalle norme sui cookie online alle informazioni ingannevoli sui prodotti.
Lo scandalo arriva in un momento particolarissimo per Shein. Domani, 5 novembre, l’azienda aprirà il suo primo negozio fisico permanente a Parigi, all’interno dello storico grande magazzino BHV Marais, in uno spazio di oltre 1.000 metri quadrati. Questa apertura ha già suscitato polemiche, con diversi marchi francesi che hanno annunciato di voler lasciare il grande magazzino in segno di protesta.
In Francia, la distribuzione di materiale pedopornografico attraverso internet è punita con pene fino a sette anni di carcere e multe fino a 100.000 euro. Ora il caso è nelle mani della Procura di Parigi, che dovrà fare chiarezza su quanto accaduto e identificare eventuali responsabilità.



