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Home » Attualità » Bonus giovani under 35, 500 euro al mese anche per le partite Iva: ecco chi può richiederlo

Bonus giovani under 35, 500 euro al mese anche per le partite Iva: ecco chi può richiederlo

L'INPS estende il bonus di 500€ mensili ai liberi professionisti. Nuova finestra di domande dal 31 gennaio al 2 marzo 2026 per chi ha aperto partita IVA.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Gennaio 2026
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persona che conta i soldi
persona che conta i soldi (fonte: Unsplash)

Una svolta attesa da mesi arriva finalmente per migliaia di giovani professionisti italiani. L’INPS ha ufficialmente aperto il bonus mensile di 500 euro anche ai titolari di partita IVA, correggendo una discriminazione che aveva escluso avvocati, commercialisti, architetti, psicologi e molti altri professionisti dal sostegno previsto dal decreto Coesione.

La comunicazione è arrivata tramite il messaggio numero 270 del 27 gennaio 2026, pubblicato dopo un confronto approfondito tra l’Istituto di previdenza e il Ministero del Lavoro. Inizialmente, l’INPS aveva interpretato la normativa in modo restrittivo, limitando l’accesso solo a chi aveva costituito un’attività in forma societaria o imprenditoriale tradizionale. Questa lettura aveva sollevato un coro di proteste da parte delle categorie professionali giovanili, che si sono viste tagliare fuori da un’opportunità economica rilevante.

Il contributo economico è destinato a chi rispetta tre requisiti fondamentali: avere meno di 35 anni al momento dell’apertura dell’attività, essere disoccupato in quella data e aver avviato la propria attività professionale o imprenditoriale tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Per i liberi professionisti conta la data di apertura della partita IVA, mentre per le imprese il riferimento è la comunicazione al Registro delle imprese.

L’importo complessivo può raggiungere i 18.000 euro, distribuiti in rate mensili da 500 euro per un massimo di tre anni, comunque non oltre la fine del 2028. L’INPS eroga il contributo in forma anticipata su base annuale, quindi chi viene ammesso riceve 6.000 euro all’anno per il periodo in cui l’attività risulta operativa.

Non tutte le attività professionali possono accedere al sostegno. Il decreto attuativo del 3 aprile 2025 ha definito un elenco specifico di settori considerati strategici per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale ed ecologica. Tra questi rientrano numerose attività manifatturiere, servizi professionali, consulenze tecniche, sviluppo software, energie rinnovabili, attività legate alla sostenibilità ambientale e molti altri comparti ad alto contenuto innovativo.

salvadanaio
salvadanaio (fonte: Unsplash)

Per verificare se la propria attività è ammissibile bisogna controllare il codice ATECO comunicato all’apertura della partita IVA. L’INPS ha pubblicato una tabella di corrispondenza che permette di confrontare i vecchi codici ATECO 2007 con la nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore dal 1° gennaio di quest’anno.

Per i liberi professionisti si apre una finestra temporale dedicata: le domande potranno essere presentate dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Chi aveva già avviato un’attività imprenditoriale nel periodo previsto aveva invece a disposizione 30 giorni dalla data di costituzione dell’impresa per presentare la richiesta.

La procedura è completamente telematica e avviene attraverso il portale INPS, nella sezione dedicata alle prestazioni non pensionistiche. Serve accedere con SPID o Carta d’identità elettronica. I professionisti dovranno dichiarare la data di apertura della partita IVA, dato che non sono iscritti al Registro delle imprese come le società.

Ricevere 500 euro al mese può fare davvero la differenza nei primi anni di attività, quando i ricavi sono ancora incerti e i costi operativi pesano parecchio. L’affitto di uno studio, l’acquisto di attrezzature, software professionali, assicurazioni obbligatorie e formazione continua rappresentano voci di spesa significative che questo contributo può aiutare a sostenere.

Il sostegno economico non viene tassato e quindi non concorre alla formazione del reddito imponibile. Si tratta di un aiuto netto che il professionista può utilizzare liberamente per consolidare la propria attività. L’unico vincolo è mantenere l’attività operativa per tutto il periodo di fruizione del beneficio.

Attualmente il bonus copre solo le attività avviate fino al 31 dicembre 2025, ma nell’iter parlamentare del decreto Milleproroghe sono stati presentati emendamenti firmati da deputati di Forza Italia, Pd e Italia Viva per estendere la misura fino al 31 dicembre 2026. Se approvati, questi emendamenti permetterebbero anche a chi apre partita IVA nel corso del 2026 di accedere al contributo.

Per ora però non ci sono certezze definitive. Chi sta valutando di avviare un’attività professionale nel 2026 farebbe bene a seguire l’evoluzione normativa, ma deve essere consapevole che al momento il bonus riguarda solo chi ha già aperto tra luglio 2024 e dicembre 2025.

I professionisti che hanno aperto partita IVA nel periodo ammesso e che rientrano nei settori strategici dovrebbero affrettarsi a presentare domanda nella finestra dedicata di febbraio. Saltare questa scadenza significherebbe perdere un’opportunità economica da 18.000 euro complessivi, una cifra tutt’altro che trascurabile per chi muove i primi passi nel mondo del lavoro autonomo.

L’apertura della misura ai liberi professionisti rappresenta un segnale positivo di attenzione verso forme di lavoro sempre più diffuse tra i giovani. Resta da vedere se le risorse stanziate saranno sufficienti a coprire tutte le domande o se, come accade spesso con gli incentivi, si creerà una graduatoria basata sull’ordine di arrivo delle richieste.

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