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Home » Attualità » Caos voli negli Usa: controllori senza stipendio da un mese, cancellate 700 tratte in un giorno

Caos voli negli Usa: controllori senza stipendio da un mese, cancellate 700 tratte in un giorno

Controllori senza stipendio da un mese, la FAA ordina tagli progressivi fino al 10% in 40 aeroporti principali.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti7 Novembre 2025
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Ragazzo all'aeroporto, in partenza
Ragazzo in aeroporto, in partenza
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Gli Stati Uniti stanno affrontando una crisi senza precedenti nel settore del trasporto aereo. Venerdì 7 novembre, oltre 700 voli sono stati cancellati in un solo giorno, rappresentando circa il 3% del totale programmato, dopo che la Federal Aviation Administration ha ordinato drastici tagli alle operazioni aeree in 40 dei principali aeroporti del paese. La causa è lo shutdown governativo più lungo della storia americana, che dura ormai da oltre un mese e ha lasciato migliaia di controllori di volo senza stipendio.

La decisione della Faa arriva mentre i controllori hanno perso il primo stipendio completo a fine ottobre. Questi professionisti, essenziali per la sicurezza aerea, sono costretti a presentarsi al lavoro senza retribuzione, con molti che si interrogano su come pagare il mutuo, le rate dell’auto o se debbano cercare un secondo lavoro come autisti Uber per sbarcare il lunario. L’amministratore della Faa Bryan Bedford ha confermato durante una conferenza stampa che si tratta di un territorio inesplorato per l’aviazione americana.

Non ricordo nella mia carriera trentacinquennale nel settore aeronautico una situazione in cui abbiamo dovuto prendere misure di questo tipo.

Aeroplani a terra negli Stati Uniti
Aeroplani a terra negli Stati Uniti – Fonte: Pixabay

L’agenzia è attualmente a corto di circa 3.500 controllori di volo rispetto ai livelli standard di organico, costringendo chi è in servizio a turni massacranti con straordinari continui e settimane lavorative di sei giorni. I tagli ordinati dalla Faa seguono un piano progressivo che aumenterà gradualmente la riduzione dei voli.

Si è partiti con un taglio del 4% venerdì 7 novembre, che salirà al 6% entro martedì 11 novembre, all’8% entro giovedì 13 novembre, per raggiungere il 10% venerdì 14 novembre. Il Dipartimento dei Trasporti ha avvertito che le cancellazioni potrebbero intensificarsi ulteriormente e che potrebbero essere imposte restrizioni aggiuntive se emergessero ulteriori problemi di controllo del traffico aereo.

Le compagnie aeree americane, dunque, hanno dovuto riorganizzare i propri programmi all’ultimo minuto, cercando di riposizionare equipaggi e aeromobili nonostante i cambiamenti improvvisi. American Airlines, ad esempio, ha cancellato 221 voli venerdì, come riferito dal CEO Robert Isom, che si è detto frustrato dalla situazione. Le principali compagnie di rete, però, hanno concentrato i tagli soprattutto sui voli regionali che collegano città più piccole, cercando di preservare le rotte hub-to-hub e i collegamenti internazionali a lungo raggio.

L’impatto finanziario preciso di queste interruzioni non è ancora chiaro. Gli analisti del settore, come Scott Group di Wolfe Research, ipotizzano che le cancellazioni potrebbero paradossalmente aumentare i ricavi unitari delle compagnie aeree, con i passeggeri che competono per un numero ridotto di posti disponibili. Tuttavia, lo stesso Group avverte che o shutdown prolungato e le cancellazioni diffuse influenzeranno la domanda di prenotazioni nel breve termine.

La crisi ha spinto l’Association of Flight Attendants-CWA a lanciare un appello urgente il 30 ottobre, definendo lo shutdown una situazione insostenibile. L’associazione ha anche evidenziato che oltre ai controllori di volo e agli agenti della TSA costretti a lavorare senza paga, più di 40 milioni di persone, inclusi assistenti di volo, stanno per perdere l’assistenza alimentare SNAP.

Le compagnie aeree hanno offerto voli alternativi ai passeggeri colpiti dalle cancellazioni e hanno rinunciato alle commissioni di cambio per i clienti interessati. Secondo le disposizioni del Dipartimento dei Trasporti, le compagnie aeree sono tenute a emettere rimborsi completi per i voli cancellati, ma non sono obbligate a coprire i costi secondari, trattandosi di cancellazioni non imputabili al vettore.

Un elemento di incertezza riguarda le polizze assicurative di viaggio. Gli esperti del settore avvertono che le coperture non sempre offrono una protezione automatica per i cambiamenti legati allo shutdown. Lauren McCormick, portavoce della piattaforma assicurativa Squaremouth, ha spiegato che spesso le compagnie aeree non citano cause specifiche diverse dai generici ritardi, anche durante uno shutdown, rendendo più difficile per i passeggeri ottenere rimborsi dalle assicurazioni.

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