Il governo federale degli Stati Uniti ha ufficialmente cessato le operazioni alla mezzanotte di ieri, dopo che il Congresso e la Casa Bianca non sono riusciti a raggiungere un accordo per estendere i finanziamenti federali. Si tratta del primo shutdown dal 2018, quando durante il primo mandato del presidente Donald Trump il governo rimase chiuso per 34 giorni, stabilendo il record come la più lunga interruzione nella storia americana.
La paralisi è scattata quando il Senato ha respinto nelle ore precedenti la scadenza sia la proposta repubblicana che quella democratica per mantenere aperto il governo. Nonostante il Partito Repubblicano di Trump controlli entrambe le camere del Congresso, serve il supporto democratico per approvare qualsiasi legge al Senato, dove sono necessari 60 voti. E questa volta, il sostegno bipartisan è mancato completamente.
La proposta repubblicana prevedeva un’estensione dei finanziamenti fino al 21 novembre, mantenendo i livelli di spesa attuali. Il voto finale si è concluso con 55 favorevoli contro 45 contrari, insufficienti per superare la soglia dei 60 voti. Solo tre membri del caucus democratico hanno rotto i ranghi votando con i repubblicani: il senatore John Fetterman della Pennsylvania, Catherine Cortez Masto del Nevada e l’indipendente Angus King del Maine. Anche la controproposta democratica, che avrebbe esteso i finanziamenti fino alla fine di ottobre includendo oltre mille miliardi di dollari in spese sanitarie, è stata bocciata con 47 voti favorevoli e 53 contrari.

Al centro dello scontro c’è una questione che va ben oltre i numeri di bilancio: l’accesso all’assistenza sanitaria per milioni di americani. I democratici hanno richiesto con fermezza l’estensione dei crediti d’imposta sui premi assicurativi previsti dall’Affordable Care Act, meglio conosciuto come Obamacare, che scadranno a fine anno. Senza questo intervento, circa 20 milioni di persone vedranno aumentare i costi della propria assicurazione sanitaria. I democratici chiedono inoltre di annullare i tagli repubblicani a Medicaid e ai media pubblici, oltre a impedire a Trump di utilizzare una procedura chiamata “pocket rescission” per ridurre ulteriormente gli aiuti esteri.
L’impatto immediato dello shutdown, come avevamo spiegato qui, si fa sentire su centinaia di migliaia di lavoratori federali. Secondo il Congressional Budget Office, circa 750.000 dipendenti verranno messi in congedo forzato ogni giorno, mentre altri che svolgono mansioni essenziali – come agenti della Transportation Security Administration, controllori del traffico aereo, forze dell’ordine federali e membri delle forze armate – saranno costretti a lavorare senza stipendio. La legge federale garantisce che tutti riceveranno gli arretrati una volta riaperto il governo, anche per il periodo in cui non hanno lavorato. Questo compenso per i lavoratori in congedo costerà ai contribuenti 400 milioni di dollari.
Una particolarità paradossale riguarda chi continuerà a essere pagato: i membri del Congresso e lo stesso presidente Trump continueranno a ricevere regolarmente i loro stipendi durante l’interruzione. Nel frattempo, alcuni servizi governativi ritenuti non essenziali si fermeranno, inclusa la pubblicazione di dati economici chiave e l’approvazione di prestiti per le piccole imprese. I parchi nazionali rimarranno parzialmente aperti. I benefici di Medicare e Social Security non subiranno modifiche, poiché non sono soggetti al processo di finanziamento annuale, anche se i nuovi richiedenti potrebbero subire ritardi.
Ciò che rende questo shutdown particolarmente inquietante sono le dichiarazioni dello stesso presidente Trump. Martedì, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha suggerito che potrebbe licenziare in massa dipendenti federali approfittando della chiusura. “Quando lo chiudi, devi fare dei licenziamenti, quindi licenzieremmo molte persone”, ha affermato Trump, aggiungendo: “Saranno democratici”.
Non esiste al momento un percorso chiaro verso una risoluzione, con le due parti fondamentalmente in disaccordo su come risolvere l’impasse.
Quello che è certo è che milioni di americani si trovano ora in una situazione di incertezza, intrappolati in uno scontro politico le cui conseguenze reali toccano la vita quotidiana di famiglie, lavoratori e comunità in tutto il paese.



