Il delitto di Garlasco torna a far parlare di sé, ma questa volta per una vicenda parallela che coinvolge proprio chi dovrebbe difendere, non accusare. Massimo Lovati, avvocato che fino a poco tempo fa assisteva Andrea Sempio, finirà sul banco degli imputati a Milano per rispondere di diffamazione.
La decisione è arrivata dal pubblico ministero Fabio De Pasquale, che ha firmato la citazione diretta a giudizio. La prima udienza è fissata per il 26 maggio davanti al giudice del tribunale milanese. A finire nel mirino della giustizia sono state alcune frasi pronunciate dall’avvocato davanti alle telecamere di diverse emittenti televisive.
Era il 13 marzo 2025 quando Lovati uscì dalla caserma dei carabinieri di via Monti a Milano, dove il suo assistito Andrea Sempio si era recato per un prelievo del DNA. In quel periodo le indagini su Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi stavano occupando i giornali e i programmi tv.
Davanti alle telecamere, il legale rilasciò dichiarazioni pesanti contro lo studio Giarda, quello stesso studio che aveva difeso Alberto Stasi (l’unico condannato per l’omicidio) in tutti i cinque gradi di giudizio che si erano conclusi con una condanna definitiva a 16 anni di carcere.
Secondo l’accusa, Lovati avrebbe detto che l’indagine del 2017 su Sempio era il risultato di “una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda”. Non solo: avrebbe sostenuto che gli avvocati Fabio ed Enrico Giarda avrebbero prelevato clandestinamente il DNA di Andrea Sempio per incastrarlo.

Le parole di Lovati provocarono una risposta immediata. I fratelli Fabio ed Enrico Giarda, figli del professor Angelo Giarda (storico penalista scomparso nel 2021), si costituirono come persone offese e presentarono denuncia. Gli avvocati Giarda avevano seguito Alberto Stasi fin dall’inizio della vicenda giudiziaria, accompagnandolo attraverso tutti i processi fino alla sentenza definitiva della Cassazione.
Per loro, quelle affermazioni non erano solo offensive sul piano personale, ma lesive della reputazione professionale dell’intero studio legale fondato dal padre.
Questo processo non rappresenta un caso isolato per Lovati. Già nel febbraio 2017, dopo alcune dichiarazioni simili rilasciate in tv, era stato querelato sempre dai Giarda per diffamazione. Quella vicenda si era risolta con un accordo di risarcimento. Otto anni dopo, però, le accuse si ripetono.
Secondo quanto emerso, i Giarda stanno preparando anche una seconda denuncia per ulteriori affermazioni rese da Lovati in trasmissione televisiva, dove avrebbe di nuovo tirato in ballo la difesa di Stasi e fatto riferimento a presunte “massonerie bianche” legate al defunto professor Angelo Giarda.
Andrea Sempio è tornato al centro delle cronache giudiziarie quando, nel 2024, sono emersi nuovi elementi che hanno spinto gli inquirenti a indagarlo in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi, la studentessa 26enne uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007.
Già nel 2017 lo studio Giarda aveva condotto indagini difensive sostenendo che sulle unghie della vittima ci fosse il DNA di Sempio. Questa tesi è stata poi ripresa dalla nuova difesa di Stasi e dalla Procura di Pavia, che ne condivide le conclusioni.
L’udienza del 26 maggio sarà il primo momento in cui Lovati dovrà rispondere formalmente delle accuse. Il processo dovrà stabilire se le sue parole costituiscano effettivamente reato oppure rientrino nella libertà di espressione e nel diritto di difesa.
L’avvocato, che sarà difeso dal collega Fabrizio Gallo, si trova ora al centro di una vicenda giudiziaria che si intreccia con le indagini ancora in corso su Andrea Sempio e con uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni in Italia.



