Alice Weidel è una delle figure più discusse della politica tedesca contemporanea. Leader dell’ultradestra con un passato nel mondo della finanza, ha saputo trasformare l’AfD da un partito euroscettico a una forza politica fortemente nazionalista e anti-immigrazione. Un partito che alle recenti elezioni si è assestato come seconda forza politica del paese. Contraddittoria per molti versi, è un’omosessuale dichiarata che si oppone ai matrimoni gay e una leader tedesca che non risiede stabilmente in Germania. Grazie alla sua retorica incisiva e alla capacità di mobilitare il malcontento popolare, è riuscita a rendere l’AfD più influente, spostandolo ulteriormente a destra.

Nata il 6 febbraio nel 1979 a Gütersloh, sotto il segno dell’Aquario, Weidel ha studiato economia e ha lavorato nel settore finanziario prima di entrare in politica. Di famiglia estremamente reazionaria, suo nonno, Hans Weidel, era un giudice nazista, nominato direttamente da Adolf Hitler. Entrò nel NSDAP alla fine del 1932 e nelle SS nel gennaio 1933.
La sua carriera professionale include esperienze con Goldman Sachs e la Bank of China, oltre a un dottorato sulla previdenza sociale in Cina. Nel 2013 aderisce all’AfD, inizialmente focalizzato sulla critica all’Unione Europea e alla gestione della crisi economica. Tuttavia, con la crisi migratoria del 2015, il partito si sposta su posizioni sempre più nazionaliste e xenofobe, un cambiamento che Weidel abbraccia con convinzione.
Pur descrivendosi come “liberale conservatrice”, Weidel ha più volte fatto dichiarazioni controverse. Ha definito gli immigrati “buoni a nulla” e ha sostenuto la necessità di una “re emigrazione di massa”, un eufemismo per l’espulsione di stranieri. Inoltre, ha minimizzato l’importanza del cambiamento climatico e criticato le politiche energetiche verdi. Le sue posizioni sulla guerra in Ucraina sono altrettanto controverse. Ha affermato che la Germania è la “vera vittima” del conflitto a causa delle sanzioni economiche, sostenendo che Kyiv dovrà rispondere delle conseguenze economiche del conflitto.
Nonostante la sua omosessualità, Weidel non ha mai sostenuto attivamente i diritti LGBTQ+. Anzi, ha dichiarato che il concetto di famiglia si basa esclusivamente su “madre, padre e figli”, ridimensionando l’importanza del matrimonio gay. Vive in Svizzera con la compagna Sarah Bossard, di origine srilankese, e i loro due figli.
Sul piano politico, Weidel ha giocato un ruolo chiave nell’espansione dell’AfD oltre la sua tradizionale base nell’ex Germania Est. Pur essendo originaria dell’ovest, è riuscita a intercettare il voto della classe media e degli elettori indecisi, rendendo l’AfD una forza politica competitiva a livello nazionale. Nel gennaio 2024, il suo partito ha ottenuto un risultato storico, arrivando a influenzare per la prima volta una decisione parlamentare sulla limitazione dell’immigrazione. L’evento ha segnato una rottura con il passato, in cui i partiti tradizionali si erano rifiutati di collaborare con l’estrema destra.
La sua retorica e la sua strategia hanno reso Weidel una delle figure più divisive della politica tedesca. Durante un’intervista con Elon Musk, ha affermato che Hitler non fosse di destra, ma un “socialista-comunista”, un’affermazione storicamente errata che ha scatenato critiche. Ha anche espresso dubbi sui vaccini anti-Covid e promosso teorie complottiste sull’immigrazione, posizionandosi tra i leader più radicali d’Europa.
Weidel si è ispirata a Margaret Thatcher per la sua visione economica, sostenendo politiche di taglio delle tasse e abolizione dell’imposta di successione. Sebbene abbia dovuto accettare che la Germania non possa uscire dall’euro, resta fortemente euroscettica.



