La candidata del Partito Comunista, Jeannette Jara, e il rappresentante del Partito Repubblicano, l’ultraconservatore José Kast, si disputeranno la presidenza del Cile nel ballottaggio del 14 dicembre. Mai persone furono più agli antipodi. A suscitare interesse (e anche preoccupazione) è proprio la figura di Kast che concentra su di sé tutte le forza di destra e sembra essere il favorito alla vittoria. Ma chi è e perché la sua figura è così controversa?
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José Antonio Kast Rist, noto anche con le iniziali JAK, è un avvocato e politico cileno nato il 18 gennaio 1966 a Santiago del Cile e per la terza volta corre per la poltrona presidenziale. Suo padre, Michael Kast Schindele, fu membro del Partito Nazista e ufficiale della Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale, con il grado di tenente. Fuggito in Cile nel dicembre 1950 durante il periodo della denazificazione della Germania, si stabilì a Buin, una comune nella provincia di Santiago. La madre, Olga Rist Hagspiel, originaria anch’essa della Baviera, raggiunse il Cile nel 1951 insieme a due dei suoi figli, Miguel e Barbara.
La famiglia Kast costruì la propria fortuna attraverso l’azienda di salumi Cecinas Bavaria, fondata nel 1962. José Antonio è il più giovane di dieci figli, tre dei quali sono morti prima dei genitori. Suo fratello Miguel Kast, economista appartenente al gruppo dei Chicago Boys, ricoprì ruoli di rilievo durante la dittatura militare di Augusto Pinochet, servendo come ministro del lavoro dal 1980 al 1982 e come presidente della Banca Centrale del Cile per alcuni mesi, prima della sua morte prematura nel 1983.
Kast ha studiato legge presso la Pontificia Università Cattolica del Cile, dove entrò in contatto con il Movimiento Gremialista. Durante gli anni universitari si candidò alla presidenza della federazione studentesca. Nel 1988, ancora studente, apparve in uno spot televisivo a sostegno del plebiscito nazionale che proponeva di estendere il governo di Pinochet per altri otto anni.
Dopo la laurea, fondò uno studio legale nel 1990, dal quale si ritirò nel 2002. Negli anni Novanta fu anche direttore di una società immobiliare di proprietà della sua famiglia. Il suo patrimonio lo ha reso un multimilionario.
La carriera politica di Kast iniziò nel 1996, quando fu eletto consigliere comunale nel comune di Buin, carica che mantenne fino al 2000. Nel 2001 venne eletto deputato alla Camera dei Deputati, rappresentando inizialmente il 30º distretto di San Bernardo e successivamente, dal 2014 al 2018, il 24º distretto comprendente Peñalolén e La Reina. Durante il suo mandato parlamentare, che si concluse nel 2018, Kast fu membro dell’Unione Democratica Indipendente fino al 2016.
All’interno dell’UDI ricoprì incarichi di rilievo: nel 2011 divenne capogruppo del partito alla Camera dei Deputati e dal 30 marzo 2012 assunse la carica di segretario generale dell’UDI, mantenendola per un biennio fino al 10 maggio 2014. Nel 2010 si era candidato alla presidenza del partito, ottenendo il 33 per cento dei consensi in consiglio nazionale.
Nel 2017 Kast si presentò come candidato indipendente alle elezioni presidenziali cilene, segnando il suo debutto nella corsa alla massima carica dello Stato. Nel 2018 fondò il movimento Acción Republicana e l’anno successivo creò il Partito Repubblicano insieme al think tank Republican Ideas.
La campagna elettorale del 2021 rappresentò il momento di maggiore successo politico di Kast. Riuscì a vincere il primo turno con il 27,91 per cento dei voti, ma venne sconfitto al ballottaggio dal candidato di sinistra Gabriel Boric. Da quel momento, Kast ha moderato alcune delle sue posizioni più controverse, pur rimanendo una figura di spicco del populismo di destra in Cile.
Dal 2022 al 2024 ha ricoperto la carica di presidente della rete conservatrice internazionale Political Network for Values, consolidando la sua presenza nel panorama conservatore globale.
Le posizioni politiche di Kast sono state descritte da osservatori politici come di estrema destra. Sostiene politiche di legge e ordine e misure economiche orientate al libero mercato, opponendosi fermamente all’aborto, all’eutanasia, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, al divorzio, al controllo delle nascite e all’immigrazione illegale.
Nel 2019 Kast è stato accusato di aver trasferito denaro a diverse società registrate a Panama, paradiso fiscale, senza dichiararle. Pur riconoscendo l’esistenza di queste società, ha negato di esserne il proprietario, affermando che appartengono a suo fratello Christian.
Kast è sposato dal 1991 con María Pía Adriasola Barroilhet, dalla quale ha avuto nove figli. È un cattolico praticante e membro del Movimento Apostolico di Schönstatt.



