La Spagna ha cacciato Maurizio Carlo Alberto Gelli, ambasciatore del Nicaragua a Madrid, dandogli appena 72 ore per lasciare il paese. Insieme a lui è stato espulso un altro diplomatico nicaraguense. La decisione arriva come risposta diretta all’improvvisa espulsione del capo della missione diplomatica spagnola da Managua, la capitale del Nicaragua.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito l’espulsione dei diplomatici spagnoli «ingiustificata e senza precedenti». Madrid ha risposto con la stessa durezza, applicando il principio della reciprocità diplomatica. L’Unione Europea sta seguendo la crisi con grande attenzione e potrebbe presto approvare nuove sanzioni contro il regime nicaraguense.
Maurizio Gelli non è un ambasciatore qualunque. È uno degli uomini di fiducia del presidente nicaraguense Daniel Ortega, ex guerrigliero sandinista oggi a capo di un regime accusato di repressione, arresti politici e violazione dei diritti umani. Gelli rappresenta il Nicaragua non solo in Spagna, ma anche in Francia, Grecia, Andorra, Slovacchia e presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo. Ha persino partecipato ai funerali di Papa Francesco come rappresentante ufficiale del Nicaragua in Vaticano.
La sua carriera diplomatica è cominciata quando Ortega gli ha concesso la cittadinanza nicaraguense nel 2007, senza obbligarlo a rinunciare a quella italiana come invece previsto dagli accordi tra i due paesi. Da allora Gelli ha servito come console onorario ad Arezzo, ministro consigliere e ambasciatore in Uruguay, Canada e infine Spagna.
Il cognome Gelli porta con sé un peso storico enorme. Mauricio è figlio di Licio Gelli, figura centrale di uno degli scandali più oscuri e inquietanti della storia repubblicana italiana: la loggia massonica Propaganda Due, conosciuta come P2.

Licio Gelli era il “venerabile maestro” di questa organizzazione segreta scoperta nel marzo 1981, quando la Guardia di Finanza trovò nella sua villa ad Arezzo una lista con circa mille nomi di affiliati: generali, parlamentari, funzionari dei servizi segreti, giornalisti, industriali. Tra questi c’erano anche Silvio Berlusconi e Vittorio Emanuele di Savoia.
La P2 è stata collegata a eventi drammatici della storia italiana: dalla strategia della tensione agli attentati terroristici, dal fallimento del Banco Ambrosiano alla morte misteriosa del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra nel 1982. Le inchieste giudiziarie hanno definitivamente accertato che la P2 organizzò e finanziò la strage di Bologna del 1980, che causò 85 morti.
Maurizio Gelli non è mai stato indagato né coinvolto in queste vicende, ma portare quel cognome significa essere automaticamente sotto i riflettori. Il fatto che rappresenti il Nicaragua in numerosi paesi europei rende la sua figura ancora più controversa agli occhi dell’opinione pubblica e delle istituzioni europee.
L’espulsione di Gelli è la risposta più dura che la Spagna abbia dato al regime di Ortega negli ultimi anni. Madrid e Bruxelles accusano il governo nicaraguense di repressione sistematica, arresti di oppositori politici e censura dei mezzi di informazione.
I rapporti tra Spagna e Nicaragua sono ormai ai minimi storici. Madrid chiede una rettifica immediata, mentre Ortega parla di «ingerenza neocoloniale». L’Unione Europea ha già preparato un pacchetto di sanzioni che potrebbe essere rafforzato se la situazione non migliora. Questo intervento potrebbe isolare ulteriormente il regime e condizionare i futuri rapporti diplomatici, commerciali e politici del Nicaragua con l’Europa.



