Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolai Verjbitkii, è uno scrittore russo, naturalizzato italiano. Figura misteriosa e controversa, da sempre fa discutere per le sue posizioni politiche a favore di Vladimir Putin. E ora anche per le minacce cha ha rivolto ai comici Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, a causa di uno sketch satirico durante la puntata del 25 febbraio del programma Di Martedì su La7.
Lilin, cognome che ha scelto per omaggiare la madre Lilia, nasce a Bender, in Transnistria, regione all’epoca parte dell’Unione Sovietica, oggi della Moldavia, il 12 febbraio 1980, sotto il segno dell’Aquario. I conflitti e le tensioni vissute fin da bambino influenzano profondamente la sua scrittura, caratterizzata da temi come la criminalità, la violenza e le tradizioni popolari.
Nel 2004 si trasferisce in Italia, dove inizia la sua carriera di scrittore. Nel 2009, il suo romanzo “Educazione siberiana” diventa un successo internazionale tradotto in numerose lingue e adattato per il grande schermo da Gabriele Salvatores. Tuttavia, alcuni giornalisti e storici hanno contestato l’autenticità dei suoi racconti, definendoli false memorie.
Le sue opere successive, tra cui “Il serpente di Dio”, “Un tappeto di boschi selvaggi” e “Putin. L’ultimo zar”, consolidano la sua fama di scrittore provocatorio.
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Alle ultime elezioni europee del 2024 si candida con Pace Terra Dignità, lista pacifista di Michele Santoro e altre forze di sinistra. Pur ottenendo circa 2.300 preferenze nella circoscrizione nord-occidentale, la lista non supera la soglia di sbarramento del 4%.
Lilin è una personalità poliedrica. Oltre a scrivere, è anche un tatuatore nonché appassionato di arte sacra. Come detto, però, sono le sue posizioni filo russe ad averlo identificato. La recente minaccia rivolta a Luca e Paolo si inserisce in questo contesto.
Pomo della discordia, uno sketch in cui i comici genovesi avevano ironizzato sulla petizione contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lanciata dal giornalista Vincenzo Lorusso, anch’egli noto per le sue posizioni a favore di Putin. Il capo dello Stato italiano, lo ricordiamo, è stato attaccato duramente dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Proprio a lei, Lorusso aveva portato la petizione.
Così, durante un evento organizzato a Genova e trasmesso sul canale YouTube “Contronarrazione”, Lilin, collegato in streaming dall’Arabia Saudita, ha detto:
“Non so come chiamarli, non fanno né ridere né piangere. Sono dei personaggi patetici. Luca e Paolo si chiamano questi due ignoranti. Hanno preso in giro quello che ha fatto Vincenzo, la raccolta firme, tra l’altro in maniera molto limitante e stupida. Io quando vedo queste cose… mi è venuta la voglia di sfondare il cranio a uno e all’altro. Lo dico onestamente: sono una persona nata per strada, ho fatto le risse. Anche se ho promesso a mia madre di non ammazzare più nessuno, il sangue mi va alla testa. Gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti. Sono persone indegne. Affrontano le questioni in modo qualunquista. Sono il male dell’Italia“.
Non è la prima volta che Lilin si lascia andare a dichiarazioni pesanti. La scorsa estate aveva già attaccato giornalisti Rai Stefania Battistini e Simone Traini, affermando che “si erano scavati la fossa da soli“. Sui due pende un procedimento penale da parte dei servizi russi dell’FSB, per aver “attraversato illegalmente il confine di Stato della Federazione Russa e aver filmato un video nel territorio del villaggio di Sudzha, nella regione di Kursk”.
