Tre fratelli originari di Rimini hanno ottenuto dalla Prefettura l’autorizzazione a cambiare il proprio cognome paterno, ritenuto fonte di imbarazzo e disagio sociale. I ragazzi, tutti giovani, portavano il cognome Bocchini del padre e hanno chiesto di assumere quello della madre, Muratori. Entrambi i cognomi sono piuttosto diffusi nella zona della Romagna, ma il primo è stato percepito dai tre fratelli come un peso insopportabile, capace di generare battute volgari e situazioni di disagio.
La vicenda ha avuto inizio nel 2022, quando il figlio di mezzo della coppia ha presentato la prima richiesta alla Prefettura di Rimini. Come spiega l’avvocata Cinzia Novelli, che ha assistito la famiglia in tutto l’iter burocratico, il ragazzo non aveva subito veri e propri atti di bullismo, ma qualche battuta gli era arrivata nel corso degli anni. Il cognome era diventato per lui motivo di vergogna, creandogli forte disagio non soltanto per le frequenti battute nei suoi confronti, ma anche per l’imbarazzo che provava nelle relazioni sociali.
La legge italiana consente il cambio di cognome attraverso una richiesta da presentare alla Prefettura, ma la domanda deve essere sempre ben motivata. Sono numerosi i casi in cui le richieste vengono respinte, perché ritenute non sufficientemente fondate.

Nel caso dei tre fratelli riminesi, tuttavia, la motivazione è stata ritenuta valida e giustificata. Il padre, va precisato, non ha opposto alcuna rimostranza alla decisione dei figli. Come ha spiegato la legale, l’uomo ha le spalle larghe e non ci fa più caso, mentre il timore è fortemente giovanile, legato ai contesti in cui emergono potenzialmente certe problematiche legate alla sensibilità verso il bullismo.
L’istruttoria per il primo fratello è durata più di un anno. I funzionari della Prefettura hanno voluto cercare tra i precedenti e verificare attentamente se la motivazione addotta dal ragazzo fosse effettivamente valida. Nel 2023 è arrivata l’approvazione: il giovane ha potuto cancellare il cognome paterno e assumere quello materno. A quel punto anche il fratello più grande ha deciso di procedere con la stessa richiesta, presentando domanda nel corso del 2024. Le stesse motivazioni lo avevano portato a vivere il cognome come un problema fin dall’adolescenza.
Visto il via libera ottenuto dai primi due figli, i genitori hanno deciso di estendere la procedura anche al figlio più piccolo, che ha 17 anni. Nei giorni scorsi è arrivato il via libera definitivo dalla Prefettura anche per gli ultimi due fratelli, che ora possono chiamarsi ufficialmente Muratori come la madre. Con buona pace del padre, che ha sempre accettato serenamente la scelta dei figli.
Va sottolineato che il cognome Bocchini è in realtà piuttosto diffuso in Romagna e in altre parti d’Italia. Anche la sindaca di Sogliano sul Rubicone, Tania Bocchini, porta lo stesso cognome. In Argentina, per fare un esempio, un campione del mondo del 1986 e compagno di squadra di Maradona si chiamava Ricardo Enrique Bochini, ma la pronuncia argentina suona come Bocini, rendendo il cognome meno problematico. Nel caso italiano, invece, a differenza dell’alfabeto, l’acca in onomastica non è mai muta, e questo ha reso il cognome oggetto di equivoci e battute per i tre giovani romagnoli.
In Italia hanno fatto richiesta simile i figli di alcuni criminali e boss mafiosi, nel tentativo di cancellare il legame con la famiglia d’origine, così come i figli di padri assenti o che li hanno abbandonati da piccoli.
