I tre bambini che vivevano con i genitori in una casa isolata nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, sono stati trasferiti in una struttura protetta insieme alla madre. Lo ha stabilito un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila emesso il 20 novembre, che ha disposto il collocamento dei minori in una comunità educativa per un periodo di osservazione.
Con il decreto è stata anche sospesa la potestà genitoriale e nominato un tutore, l’avvocato Palladino di Vasto. La madre potrà però rimanere con i bambini, dopo una mediazione condotta dall’avvocato della coppia, Giovanni Angelucci. Il legale, gli assistenti sociali e un cospicuo dispiegamento di forze dell’ordine, almeno cinque pattuglie, si sono recati nell’abitazione per dare esecuzione al provvedimento del giudice.
La vicenda ha attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali, scatenando un acceso dibattito tra chi sostiene lo stile di vita alternativo della famiglia anglo-australiana e chi lo critica. Oltre 13mila persone hanno firmato una petizione online a sostegno di Catherine Birmingham, australiana ed ex istruttrice di equitazione, e Nathan Trevaillon, inglese ed ex chef, arrivati nel piccolo paese di circa 800 abitanti alla ricerca di un luogo dove vivere a contatto con la natura.
La coppia ha scelto di crescere i figli, una bambina di otto anni e due gemelli di sei, in un casolare in pietra senza acqua corrente, senza gas, senza un bagno all’interno delle quattro mura domestiche e senza allacci di corrente elettrica. Un pannello fotovoltaico garantisce loro quel poco di luce che serve in casa per ricaricare il cellulare utilizzato per le emergenze. Mangiano quasi esclusivamente ciò che regala la terra, con un budget mensile per la spesa e la benzina che non supera i 300 euro.
Catherine dichiara di ricavare qualche denaro dalla sua attività di consulente sui temi del benessere psicofisico e dalla rendita di beni familiari che la donna ha ancora in Australia. Nathan si occupa invece dell’orto, provvede a procurare cibo alla famiglia e fa piccoli lavori artigianali. Nessun sussidio viene ricevuto dal Comune.
Il punto che ha creato più dibattito riguarda l’istruzione. I genitori hanno scelto per i loro tre figli l’unschooling, una forma di educazione in cui l’istruzione viene impartita dai genitori seguendo un percorso autoguidato e spontaneo. I bambini non frequentano una scuola come tutti gli altri, ma imparano dai libri che hanno in casa, studiando inglese, italiano e matematica, e soprattutto osservando i genitori lavorare nell’orto, fare il pane, cucinare e usare la motosega.
La vicenda è finita all’attenzione della Procura minorile dell’Aquila lo scorso anno, dopo un ricovero ospedaliero dei bambini a seguito di un’intossicazione da funghi. Un controllo dei carabinieri nella casa aveva portato a una segnalazione che aveva comportato una prima sospensione della potestà genitoriale, senza però interrompere l’affidamento dei minori alla famiglia.
Marika Bolognese, la curatrice speciale dei tre fratellini, nella relazione richiesta dal tribunale ha scritto favorevolmente dello stile di vita ispirato a principi alternativi, di indipendenza rispetto alle convenzioni sociali, ma ha sottolineato che bisogna fare i conti anche con l’interesse superiore dei minori.
Sui social network e nei commenti online si è scatenato un acceso dibattito. La maggioranza degli italiani si è schierata dalla parte della famiglia, con messaggi di solidarietà arrivati da tutto il mondo. Molti testimoni che hanno conosciuto la coppia e i loro bambini hanno raccolto testimonianze a favore, descrivendo una famiglia unita e serena, con bambini che sembrano molto felici.
Catherine e Nathan hanno sempre difeso la loro scelta, ribadendo che non nasce da negligenza ma dal desiderio di vivere a contatto con la natura, tutelando il legame con i figli e con gli animali. La coppia si è detta commossa dall’ondata di affetto ricevuta dagli italiani, ma si interroga sulla decisione delle autorità. Con il nuovo provvedimento, i bambini dovranno rimanere nella comunità indicata dal tribunale per il periodo di osservazione stabilito, mentre la madre resterà al loro fianco.



