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Home » Attualità » Crans-Montana, video e foto cancellati dai social del Constellation mentre divampava l’incendio: “Mostravano le carenze sulla sicurezza”

Crans-Montana, video e foto cancellati dai social del Constellation mentre divampava l’incendio: “Mostravano le carenze sulla sicurezza”

I coniugi Moretti sono accusati di aver cancellato immagini compromettenti del locale mentre si consumava la tragedia. Le ombre sui controlli comunali e sulla gestione delle indagini.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene9 Gennaio 2026
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immagine incendio ripresa da un passante
immagine incendio ripresa da un passante (fonte: YouTube)
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Nuove accuse gravissime si abbattono sui coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation dove la notte di Capodanno una strage ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Secondo l’avvocato Romain Jordan, legale di alcune delle famiglie delle vittime, mentre le fiamme divampate all’1:30 divoravano il locale, qualcuno tra le 3 e le 6 del mattino si preoccupava di bloccare il sito web e gli account Facebook e Instagram del Constellation.

I profili social contenevano video e foto che, secondo l’accusa, dimostravano le carenze della sicurezza nel locale. La procura svizzera dovrà ora valutare anche l’ipotesi di distruzione di prove, un elemento che aggrava ulteriormente la posizione dei Moretti che oggi vengono interrogati a Sion per la seconda volta, questa volta come indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi.

L’inchiesta sulla tragedia del Capodanno svizzero sta ricevendo critiche sempre più aspre per le lentezze e le cautele che appaiono eccessive. I coniugi Moretti erano stati sentiti inizialmente solo come testimoni, nonostante fosse immediatamente emerso che nel locale non c’erano i minimi sistemi antincendio e non venivano rispettate le basilari misure di sicurezza. Solo dopo le prime ondate di critiche la procuratrice generale del cantone Vallese, Béatrice Pilloud, li ha formalmente iscritti nel registro degli indagati.

Le polemiche si sono intensificate quando è emerso che i Moretti non hanno subito alcuna misura restrittiva della libertà né il sequestro dei beni, nonostante i probabili risarcimenti milionari da pagare. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha dichiarato senza mezzi termini che in Italia sarebbero stati arrestati. Pilloud ha risposto che non c’erano necessità cautelari, una giustificazione che ha lasciato perplessi molti giuristi, considerando che i coniugi avrebbero teoricamente potuto fuggire in Francia, avvicinare testimoni o fare sparire documenti.

Da giorni un’auto della polizia staziona davanti all’abitazione dei Moretti, più per proteggerli dai giornalisti che per controllarli. Nel frattempo è emerso che uno dei loro locali nel Vallese è stato immediatamente chiuso dal Comune.

Le ombre si allungano anche sull’operato dell’amministrazione comunale di Crans-Montana. Dal 2020 in poi non sono state mai effettuate verifiche a Le Constellation, nonostante i controlli di sicurezza nei locali aperti al pubblico siano una responsabilità del Comune. La documentazione è stata consegnata direttamente dall’amministrazione alla magistratura, senza perquisizioni o sequestri da parte della polizia, sollevando dubbi sulla possibilità che materiale compromettente potesse essere alterato.

Beatrice Pilloud
Beatrice Pilloud (fonte: YouTube)

L’avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta diverse famiglie delle vittime, ha rilasciato dichiarazioni esplosive al quotidiano francese Le Parisien: “Chiederò l’arresto dei dirigenti, ma anche dei funzionari comunali. Questo ovviamente non accadrà, visto che qui tutti giocano a golf insieme“. Le parole del legale vallese mettono in luce quello che appare come un intreccio di interessi e conoscenze in una piccola e ricchissima comunità alpina, dove i confini tra controllori e controllati potrebbero essersi pericolosamente sfumati.

Fanti ha anche sollevato dubbi sull’origine dei fondi di Jacques Moretti, rivelando che il proprietario avrebbe acquistato immobili per un valore di 3 milioni di franchi svizzeri in contanti, senza accendere alcuna ipoteca. “Non ho un solo cliente straniero che si stabilisca in Svizzera senza accendere un’ipoteca, e faccio il notaio da 26 anni”, ha dichiarato l’avvocato, sottolineando che nel Canton Vallese non esiste un’unità di informazione finanziaria come la Tracfin francese.

Un’altra questione controversa riguarda la gestione dei controlli antincendio. Il Comune, non avendo una propria struttura tecnica adeguata, ha affidato le verifiche a una ditta esterna privata, quindi non a un ente pubblico certificatore. Il sospetto che gli ispettori a Le Constellation non si presentassero per amicizia circola nella cittadina. Il gestore di un pub locale, intervistato dal Tg3 e visibilmente commosso parlando delle vittime, alla domanda sui possibili favori ha risposto: “Non lo so, pensiamo tutti la stessa cosa”.

La procuratrice Pilloud è finita sotto accusa anche per aver proposto alle famiglie delle vittime una lista di soli tre avvocati tra cui scegliere per l’assistenza legale. Tra questi nomi, secondo la stampa locale, figurava quello del cugino dell’avvocato del Comune di Crans-Montana, l’ente che potrebbe essere chiamato a pagare i danni come concorrente nel disastro. L’avvocato indicato si è astenuto solo dopo le critiche dei colleghi, e Fanti ha fatto ricorso al presidente dell’Ordine del Vallese sostenendo che l’iniziativa viola anche la legge sulla concorrenza tra professionisti.

La conduzione delle indagini viene criticata anche perché Pilloud, procuratrice da soli due anni dopo una lunga carriera da avvocato a Sion, avrebbe delegato un fascicolo così complesso a quattro procuratori, mentre lei si occuperebbe principalmente dei rapporti con i media. Il sindaco Nicolas Féraud, nonostante la mancanza di controlli emersa, non si è dimesso.

L’interrogatorio di oggi dei coniugi Moretti rappresenta un passaggio cruciale per un’inchiesta che appare sempre più complessa e che dovrà fare luce non solo sulle responsabilità dirette della gestione del locale, ma anche su un possibile sistema di omissioni e complicità che ha permesso a Le Constellation di operare per anni senza rispettare le norme di sicurezza più elementari.

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