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Home » Attualità » Dove si nasconde Khamenei? Un agente segreto rivela l’indirizzo esatto: lo proteggono 60 Hezbollah, ha paura di fuggire

Dove si nasconde Khamenei? Un agente segreto rivela l’indirizzo esatto: lo proteggono 60 Hezbollah, ha paura di fuggire

L'ex 007 Mancini rivela dove si nasconde Khamenei mentre tratta la fuga con i servizi russi e migliaia di perone sono torturate e uccise.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti14 Gennaio 2026
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Ali Khamenei
Ali Khamenei (fonte: YouTube)

La Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, si nasconderebbe in un’abitazione di 600 metri quadri su tre piani nel cuore di Teheran. A rivelarlo è Marco Mancini, agente segreto ed ex dirigente dell’intelligence italiana, che in un’intervista ha fornito dettagli precisi sulla localizzazione e sulle misure di sicurezza che proteggono l’ayatollah.

Secondo Mancini, Khamenei si muove con una scorta di 60 uomini appartenenti a Hezbollah, la milizia libanese sciita. L’ayatollah non si fiderebbe più dei suoi Pasdaran e avrebbe scelto di affidarsi esclusivamente a combattenti provenienti dal Libano. Il percorso verso il nascondiglio, poi, seguirebbe un tragitto preciso: l’ingresso avverrebbe da via Jomhuri Eslami, nel centro della capitale iraniana, per poi passare sotto via Daneshgah, imboccare il vicolo Fazaeli al numero 27 e, dopo 40 minuti di tragitto, raggiungere un edificio nella zona di Azarbaijan, al numero 110.

L’ex 007 italiano ha spiegato che queste informazioni provengono da persone inserite all’interno del regime iraniano, sia nella dissidenza che negli apparati di repressione, e che queste fonti rischiano la pena di morte. Nonostante il pericolo, Mancini continua ad acquisire e divulgare tali dati ritenendo che possano aiutare il popolo iraniano nel cammino verso un cambiamento democratico.

La scelta di una scorta composta interamente da membri di Hezbollah, infatti, rappresenterebbe un segnale evidente della paura che attanaglia Khamenei. Per reprimere le proteste in corso nel Paese, oltre ai 2mila Hezbollah libanesi, l’ayatollah avrebbe chiamato anche 1500 afghani sciiti, fuggiti dopo l’ingresso dei talebani sunniti a Kabul, e 4mila iracheni sciiti dell’organizzazione terroristica Al Hashd Al Shabi a presidiare l’ordine pubblico.

L'Ayatollah Ali Khamenei
L’Ayatollah Ali Khamenei (fonte: YouTube Times Of India)

Mancini ha inoltre rivelato che Khamenei starebbe trattando la sua fuga dall’Iran con i servizi segreti militari russi, il Gru. In gioco ci sarebbe il destino della sua famiglia: la moglie Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh e i sei figli, quattro maschi e due femmine. Intorno alla Guida Suprema sarebbero rimasti solo ufficiali dei servizi russi che avrebbero già inviato con aerei iraniani numerose valigie piene di denaro, oro e preziosi, lo stesso sistema utilizzato dal dittatore Assad in Siria prima della fuga verso Mosca.

La fortuna personale di Khamenei, stimata in svariati miliardi di dollari, deriverebbe dal traffico clandestino di petrolio e droga. La struttura operativa di Hezbollah, sotto la regia di Teheran, infatti, sarebbe supportata con gli introiti del traffico di stupefacenti che il Partito di Dio gestirebbe soprattutto con il Sudamerica, attraverso agenti operativi in Colombia e Venezuela.

Sul fronte delle proteste, i media di opposizione iraniana riferirebbero di oltre 11mila morti, di cui 2mila manifestanti con meno di 16 anni, molti dei quali donne. Il regime avrebbe infiltrato le manifestazioni ed eliminerebbe i più giovani con colpi di pistola alla testa, per mostrare la propria forza brutale e perché quelle uccisioni fungano da monito per i manifestanti adulti.

Circa 10mila iraniani sarebbero agli arresti. Di questi, 2mila si troverebbero nel carcere di Evin, pronti per essere giustiziati. Almeno 200 sono donne, portate nel reparto 209 del carcere di Teheran, lo stesso dove è stata detenuta la giornalista italiana Cecilia Sala.

Questa sezione si compone di tre piani e, nel sotterraneo, ci sarebbe la sala chiamata tortura nera, dove si troverebbero un letto metallico per le scosse elettriche applicate alle parti intime delle detenute e oggetti vari per torture sessuali. Le esecuzioni sarebbero già in corso: fucilazioni e impiccagioni, tipiche della repressione del regime, sarebbero già avvenute nel carcere di Ghezl Hesar.

Tra le vittime della repressione ci sarebbero anche membri delle forze di sicurezza del regime. Alcuni sarebbero stati uccisi dallo stesso regime, soprattutto funzionari non di primo piano ritenuti vicini ai manifestanti ed eliminati quando si ha notizia di tradimento. Altri sarebbero stati uccisi dai manifestanti nel tentativo di difendersi.

Per finire, sul programma nucleare iraniano, Mancini ha riferito che sarebbero in corso trattative con la Cia. Il problema riguarderebbe i 274,8 chilogrammi di uranio arricchito ancora presenti in Iran, collocato all’interno di tunnel sulle montagne vicino a Isfahan. Questo materiale, secondo l’ex 007, non sarebbe destinato a scopi civili ma potrebbe essere utilizzato per costruire un’arma atomica da impiegare contro Israele.

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