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Home » Attualità » Eredità Pippo Baudo, perché dopo 3 mesi nessuno l’ha ancora accettata? Il rebus dei diritti d’autore

Eredità Pippo Baudo, perché dopo 3 mesi nessuno l’ha ancora accettata? Il rebus dei diritti d’autore

I tre eredi designati da Pippo Baudo non hanno formalizzato l'accettazione dell'eredità: ecco i motivi del ritardo.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Novembre 2025
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Immagine commemorativa Baudo
Immagine commemorativa Baudo (fonte: YouTube)

Sono trascorsi quasi tre mesi dall’apertura del testamento di Pippo Baudo, avvenuta il 9 settembre nello studio del notaio Renato Carraffa di Bracciano, eppure nessuno dei tre eredi designati dal celebre conduttore televisivo avrebbe ancora formalmente accettato l’eredità. Una situazione insolita che solleva interrogativi sul patrimonio lasciato dal presentatore scomparso il 16 agosto scorso a 89 anni.

A non aver ancora detto sì sono la figlia Tiziana, nata nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi, il figlio Alessandro, nato nel 1962 dalla relazione con Mirella Adinolfi ma riconosciuto dal padre solo nel 1996 dopo un test del Dna, e Dina Minna, 56 anni di Ceprano, storica assistente di Pippo per 36 anni. Secondo quanto scritto nel testamento, ciascuno dei tre avrebbe diritto a un terzo del patrimonio, una scelta con cui Baudo avrebbe voluto ringraziare la sua fedele collaboratrice per la dedizione dimostrata nel corso di decenni.

Va precisato che dal punto di vista legale non c’è nulla di anomalo: il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni e tre mesi non rappresentano un lasso di tempo eccessivo. Tuttavia, il protrarsi di questa situazione di sospeso alimenta le speculazioni sulle possibili ragioni del ritardo.

La spiegazione più plausibile riguarda la complessità nel quantificare con precisione il patrimonio del conduttore. Al momento della scomparsa, l’eredità era stata stimata intorno ai 10 milioni di euro, una cifra certamente ragguardevole ma che ad alcuni osservatori è apparsa contenuta, considerando che Pippo Baudo è stato per quasi 60 anni una colonna portante della Rai, conducendo innumerevoli programmi di successo e ben 13 edizioni del Festival di Sanremo. Per un breve periodo, nel 1987, aveva lavorato anche per Mediaset.

funerali Baudo
funerali Baudo (fonte: YouTube)

Secondo alcune ricostruzioni, le sole proprietà immobiliari varrebbero circa 6 milioni di euro. Il patrimonio immobiliare comprenderebbe l’ufficio romano in via della Giuliana, 17 terreni distribuiti tra Noto, Siracusa e Fiano Romano, oltre alla casa di via della Vite a Roma, sviluppata su sei piani, dove il conduttore ha vissuto quasi fino agli ultimi anni. Quando le condizioni di salute sono peggiorate, circa tre anni fa, quell’abitazione non era più adatta alle sue esigenze: doveva spostarsi con una carrozzina e le numerose scale rappresentavano un ostacolo insormontabile. Per questo motivo si era trasferito in un altro appartamento situato dietro piazza del Popolo.

In precedenza, Baudo aveva venduto sia la casa di Santa Tecla in Sicilia che la palazzina di Morlupo, fuori Roma, operazioni che dovrebbero avergli procurato introiti considerevoli. A queste somme si aggiungerebbero i risparmi accumulati negli anni grazie ai cachet stellari percepiti soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, quando i compensi dei grandi conduttori televisivi raggiungevano cifre molto elevate.

Un altro elemento che potrebbe complicare la valutazione dell’eredità riguarda i diritti d’autore. Stabilire il valore economico dei diritti legati a una carriera così lunga e prolifica non è un’operazione immediata e potrebbe richiedere analisi approfondite e valutazioni tecniche specifiche.

Tra gli esperti di questioni legali c’è anche chi ipotizza che a discutere sul lascito siano in realtà gli avvocati degli eredi legittimi, impegnati a tutelare al meglio gli interessi dei propri assistiti. Non si può nemmeno escludere che, pur in presenza di rapporti familiari generalmente buoni, possano essere emerse perplessità sulla divisione del patrimonio o sulle quote assegnate.

Secondo quanto risulta, i rapporti tra i due fratelli erano buoni e anche tra Dina Minna e Tiziana Baudo c’è sempre stato affetto. Quando Pippo è morto, nella stanza del Campus Bio-medico di Roma, c’erano solo loro due a pregare e stringersi la mano. Tuttavia, le questioni ereditarie possono far nascere incomprensioni anche nelle famiglie più unite.

Non è coinvolta nella vicenda ereditaria Katia Ricciarelli, ex moglie di Baudo, che dopo la scomparsa del conduttore aveva dichiarato: “Se tutte le segretarie sono trattate così allora forse ho sbagliato mestiere”. Una frase che aveva spinto Dina Minna a inviarle una diffida legale.

Al momento nessuno dei tre eredi ha ritenuto opportuno fornire spiegazioni pubbliche sulla mancata accettazione formale dell’eredità. Può darsi che semplicemente nessuno abbia fretta di procedere, considerando che il patrimonio rimane comunque vincolato e non può essere disperso.

 

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