Questa mattina, poco prima dell’inizio della prima manche del bob a quattro maschile alle Olimpiadi di Milano Cortina, milioni di spettatori sintonizzati su Rai 2 hanno sentito qualcosa di inatteso. Mentre la regia stava preparando il collegamento e il telecronista non aveva ancora aperto il microfono, una voce, con tutta probabilità proveniente dalla cabina di regia, ha detto chiaramente: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Subito dopo si è udito un frammento di risposta — «no perché…» — prima che l’audio venisse abbassato e la telecronaca prendesse ufficialmente il via.
L’equipaggio israeliano coinvolto è composto da quattro atleti: Adam Edelman (pilota), Menachem Chem, Uri Zisman e Omer Kats. Al termine della gara, la squadra si è piazzata al 23° posto su 25, ovvero terzultima. Nessuna medaglia, nessuna prestazione da prima pagina.
Non si tratta del primo episodio che ha visto protagonista la delegazione israeliana di bob in questi Giochi. Nei giorni precedenti, durante le gare di bob a due, Stefan Renna, conduttore della televisione pubblica svizzera Radio Television Suisse (RTS), aveva commentato la discesa di Adam Edelman in modo tutt’altro che neutro e lasciando intendere un collegamento dell’atleta con la terribile situazione di Gaza, in toni che il Comitato Olimpico Israeliano ha definito «parziali, politici e provocatori».

La reazione internazionale era stata immediata: Mike Huckabee, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, aveva attaccato duramente il conduttore elvetico, e il Comitato Olimpico Israeliano aveva invitato la RTS a intervenire, ricordando che “Adam Edelman partecipa ai Giochi nel pieno rispetto dei criteri e delle procedure stabiliti dal Comitato Olimpico Internazionale”. Ora il caso si sposta in casa italiana.
La risposta istituzionale è arrivata in tempi rapidi. I telecronisti in onda si sono scusati a nome dell’azienda nel corso della stessa trasmissione. A seguire, Marco Lollobrigida, direttore ad interim di Rai Sport dopo le dimissioni di Paolo Petrecca, costretto a lasciare l’incarico in seguito alle gaffe durante la cerimonia di apertura, ha diffuso una nota ufficiale: «Il fuorionda andato in onda prima della gara di bob a quattro delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 su Rai 2 contiene un’espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport. A nome della Direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere».
Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, interpellato da LaPresse, non ha usato mezzi termini: “È una vergogna che un collaboratore della Rai si permetta di dire questo, al di là dei pensieri che bisogna rispettare. Che la Rai prenda provvedimenti e che li prenda soprattutto il CIO. È un esempio assurdo”. Meghnagi ha poi allargato il ragionamento, parlando di un clima generale di antisemitismo che, a suo avviso, si sta alimentando attraverso narrazioni distorte: “È un attacco quotidiano di gente ignorante che attacca gli atleti israeliani e il popolo civile senza sapere cosa sia successo realmente a Gaza”.
Ora resta una domanda: chi ha detto quella frase? Era una direttiva editoriale o una valutazione personale?



