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Home » Attualità » Famiglia nel bosco, lo sfogo alla TV australiana: “Basta con i compromessi, i nostri figli vogliono la loro casa. Non resteremo in Italia”

Famiglia nel bosco, lo sfogo alla TV australiana: “Basta con i compromessi, i nostri figli vogliono la loro casa. Non resteremo in Italia”

Catherine e Nathan, la coppia australiana separata dai figli in Abruzzo, raccontano il dramma dei bambini in casa famiglia e annunciano: "Il nostro futuro non è in Italia".
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene2 Marzo 2026
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Catherine Birmingham e Nathan Trevallion intervistati da 90 Minutes Australia
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion intervistati da 90 Minutes Australia (fonte: YouTube)

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia australiana diventata nota come la famiglia nel bosco, hanno parlato per la prima volta in televisione dalla separazione dai loro tre figli, avvenuta quattro mesi fa per decisione del Tribunale dei Minori dell’Aquila. In un’intervista al programma australiano 60 Minutes Australia, trasmesso su Nine Network, i genitori hanno annunciato che il loro futuro non sarà in Italia e hanno descritto la sofferenza dei bambini nella casa famiglia dove sono attualmente ospitati.

Catherine ha raccontato le notti angosciose trascorse nella struttura di accoglienza in Abruzzo, dove uno dei figli viene assalito dal panico: “Mi dice ‘Mamma, aiutami, ho paura’ con grida orribili”, ha dichiarato la donna con la voce spezzata. I tre bambini vivono separati dai genitori da quasi quattro mesi, dopo che il tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale alla coppia a seguito di un ricovero al pronto soccorso per intossicazione da funghi, che ha innescato l’intervento dei servizi sociali.

Alla domanda sul loro futuro, Catherine ha escluso un ritorno in Australia: “Non possiamo abbandonare il nostro cavallo Lee, è troppo vecchio per volare ancora”. Tuttavia, ha affermato con decisione che “i nostri figli non sopporteranno ancora una volta quel che è accaduto in Italia. Penso che il nostro futuro sarà in qualche posto in Europa“. La coppia aveva inizialmente chiesto al governo australiano di Anthony Albanese di intervenire per facilitare il rimpatrio, ma ora quella possibilità sembra tramontata.

Durante l’intervista, per la prima volta sono state mostrate immagini dettagliate della casa di pietra a Palmoli, in provincia di Chieti, dove la famiglia viveva in modo non convenzionale. La giornalista ha definito l’abitazione “accogliente”, mostrando i mobili artigianali e gli accessori realizzati a mano. Nathan ha spiegato senza imbarazzo: “È vero, non abbiamo lo scarico, utilizziamo il compostaggio per risparmiare acqua”.

Catherine ha risposto alle critiche sulla loro scelta di vita con una domanda retorica: “Dovremmo accettare compromessi per mettere a proprio agio il prossimo? Ci chiedete un’abdicazione per compiacervi”. La donna ha poi precisato: “Non abbiamo fatto alcunché per danneggiare i nostri figli, ma le autorità italiane pensano che tenerli lontano da noi sia più sicuro. Così mi trovo a combattere il pregiudizio di quanti pensano che abbiamo fatto cose sbagliate”.

Sul tema delle concessioni alle richieste delle autorità, Catherine ha elencato i compromessi già accettati: “Abbiamo accettato quelle mediazioni: l’insegnante, i vaccini, la casa”. Ma ha tracciato una linea invalicabile: “Non manderò a scuola i miei figli”, ribadendo la sua convinzione che un’educazione parentale e diffusa li renda uomini liberi e potenzi la loro creatività.

Nathan Trevallion ha espresso il suo stato d’animo con parole semplici ma toccanti: “Mi sento vuoto dentro, pieno di tristezza”. Alla giornalista che chiedeva cosa volessero i bambini, Catherine ha risposto senza esitazione: “Vogliono la loro casa, i loro animali e sì, anche il loro wc”. Poi ha aggiunto: “Non meritano quello che sta succedendo loro”.

Nel programma è intervenuto anche lo psichiatra di parte Tonino Cantelmi, che ha difeso la madre: “Catherine è una madre disperata che combatte per i suoi figli. La rigidità non c’entra. Riuniamoli con il monitoraggio Asl”. La giornalista australiana ha commentato le immagini della vita della famiglia prima della separazione affermando: “Vivendo in maniera non convenzionale questa famiglia era felice e in salute”.

Nell’intervista hanno preso la parola anche nonna e zia venute dall’Australia, che hanno definito la situazione “profondamente ingiusta”. Il caso giudiziario, che ha diviso l’opinione pubblica italiana, sta facendo il giro del mondo, mentre Catherine e Nathan confidano nel potere della propria testimonianza per tornare a essere una famiglia. La donna ha espresso delusione verso le istituzioni: “L’umanità ci ha delusi in mille modi”, riferendosi sia alle autorità italiane sia al governo australiano, accusato di essere stato “pilatesco e indifferente”.

La coppia neorurale ha dichiarato che, se potessero tornare insieme ai figli, vorrebbe rimanere in Italia solo “se i bambini sono al sicuro”. Catherine ha precisato di aver cambiato atteggiamento rispetto ai primi tempi della separazione: “Il primo mese ho obbedito, ora comincio a difendere i miei bambini”. Il caso resta aperto davanti al Tribunale dei Minori dell’Aquila, mentre la famiglia attende una decisione sul ricongiungimento.

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