Il metodo Hamer, conosciuto anche come Nuova Medicina Germanica, è una pratica alternativa elaborata dal medico tedesco Ryke Geerd Hamer a partire dal 1981. Questa teoria sostiene che tutte le malattie, compreso il cancro, sarebbero causate da traumi psicologici o conflitti emotivi non risolti, e propone trattamenti originali come il contagio volontario con agenti microbici. Nonostante la completa assenza di fondamento scientifico, questa pratica ha attirato numerosi pazienti, con conseguenze spesso tragiche.
Nelle ultime ore, si sta parlando del processo per omicidio che coinvolgerà i genitori di Francesco Gianello, il ragazzino di 14 anni morto a causa di un osteosarcoma, curato da alcuni medici adepti del metodo Hamer con argilla e antinfiammatori. I due sono stati accusati di aver ritardato le terapie e ora dicono di rivolgersi sempre e solo a medici veri. Il caso è l’esatta riproposizione di quello di Eleonora Bottaro, diciassettenne di Padova morta per leucemia dopo che i genitori, condannati a due anni, avevano decisoo di rinunciare alla chemio per seguire il metodo Hamer.

Le teorie di Hamer sono scientificamente implausibili e prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico. La comunità medica internazionale le ha ripetutamente respinte, poiché si basano su assunti logicamente contraddittori e non sono mai state validate attraverso il metodo scientifico. Secondo diverse fonti, i decessi attribuiti all’applicazione del metodo Hamer oscillano tra i 140 e diverse centinaia di casi in tutta Europa, rendendo questa pratica una delle più pericolose forme di medicina alternativa mai diffuse.
La genesi di questa teoria affonda le radici in una tragedia personale. Nel 1978, il figlio diciannovenne di Hamer, Dirk, venne colpito alla gamba da un proiettile sparato da Vittorio Emanuele di Savoia durante una lite in Corsica. Il giovane entrò in coma e morì dopo quattro mesi di agonia. Successivamente, Hamer sviluppò un carcinoma al testicolo e ipotizzò che il cancro fosse causato dal trauma della perdita del figlio. Denominò questa ipotesi di shock biologico “sindrome di Dirk Hamer”, ponendo le basi della sua teoria delle Cinque Leggi Biologiche.
Secondo il metodo Hamer, ogni patologia avrebbe origine da un presunto “conflitto biologico” scatenato da un evento traumatico improvviso. La guarigione, secondo questa visione, sarebbe possibile solo attraverso la risoluzione del conflitto emotivo, senza necessità di trattamenti medici convenzionali. Questa impostazione ha portato molti pazienti ad abbandonare terapie salvavita come la chemioterapia o la radioterapia, con esiti frequentemente fatali.
Un aspetto particolarmente controverso della Nuova Medicina Germanica riguarda la negazione della terapia del dolore. Secondo SwissCancer, ai pazienti oncologici viene negata la somministrazione di oppioidi come la morfina, non prevista nel protocollo di Hamer. Questa scelta ha comportato sofferenze inutili e prolungate per numerosi malati terminali, aggiungendo crudeltà fisica al già gravissimo danno della mancata cura.
Le conseguenze legali per Hamer sono state numerose e gravi. Nel 1986, un tribunale tedesco lo radiò dall’Ordine dei medici, dichiarandolo affetto da “monomanie e grave perdita del senso della realtà”. Successivamente venne indagato, arrestato e condannato più volte in diversi paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Austria, Germania e Belgio, per reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo della professione, calunnia e frode. La sua ultima incarcerazione avvenne in Francia dal settembre 2004 al febbraio 2006.
Oltre alle questioni mediche, Hamer si rese protagonista di affermazioni antisemite che nel marzo 2007 gli costarono l’avvio di procedimenti giudiziari da parte della procura di Cottbus per incitamento all’odio razziale. Queste dichiarazioni contribuirono a isolare ulteriormente il medico tedesco dalla comunità scientifica e dall’opinione pubblica internazionale.
La moglie di Hamer, Sigrid Oldenburg, anch’essa medico, divenne la prima paziente a sperimentare la Nuova Medicina Germanica dopo aver sviluppato un cancro. Nonostante l’applicazione della teoria del marito, morì nel 1985 a causa di un infarto cardiaco. Questo epilogo drammatico non dissuase però Hamer dal continuare a promuovere il suo metodo, che continuò a diffondersi clandestinamente attraverso reti di sostenitori in vari paesi europei.
Ryke Geerd Hamer morì il 2 luglio 2017 a Sandefjord, in Norvegia, all’età di 82 anni. La sua eredità rimane profondamente controversa: mentre una ristretta cerchia di seguaci continua a considerarlo un medico incompreso e perseguitato, la comunità scientifica e le autorità sanitarie internazionali lo ricordano come responsabile di una delle frodi mediche più dannose del ventesimo secolo.



