Per giorni è rimasta una ragazza senza nome. Lunedì mattina il suo corpo è stato scoperto nel cortile di un palazzo in via Paruta, nella zona nord di Milano. Nessun documento addosso, nessun telefono. Solo i filmati delle telecamere di sicurezza hanno permesso di identificarla: si chiamava Aurora Livoli e aveva 19 anni.
Aurora era nata a Roma ma viveva a Fondi, in provincia di Latina. All’età di sei anni era stata adottata da una famiglia benestante: il padre Ferdinando gestisce un laboratorio odontotecnico, la madre è architetta. Da quello che emerge da un’analisi superficiale dei suoi social sembrava nascondere un malessere profondo che l’aveva portata ad allontanarsi da casa più volte.
L’anno scorso si era diplomata all’Itis Pacinotti di Fondi, lo stesso istituto frequentato da Paolo Mendico, il quattordicenne morto suicida a settembre, e si era poi iscritta a Chimica. Chi la conosceva la ricorda come una ragazza brillante ma tormentata.
Sul suo profilo Instagram aveva scritto una frase che oggi suona inquietante: “Ho Lucifero dentro di me”. Nei video che pubblicava si ritraeva con effetti grafici cupi, accompagnati da brani musicali malinconici. In un altro post aveva lasciato un messaggio che sembra quasi un presagio: “Troppo tempo per pensare fa pensare male”.
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Aurora se n’era andata di casa il 4 novembre scorso, senza soldi né vestiti di ricambio. Non c’era stato alcun litigio. L’ultimo contatto con i genitori risale al 26 novembre: una telefonata rapida in cui aveva detto di stare bene e di non voler tornare. Poi più nulla per oltre tre settimane.
Il 10 dicembre il padre aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri. Questa volta era diverso dalle fughe precedenti. La famiglia temeva che a Milano frequentasse ambienti pericolosi e aveva pensato di assumere un investigatore privato.
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso Aurora nelle sue ultime ore: sembrava stare bene, camminava con calma. Non è ancora chiaro se abbia trascorso il Natale a Milano, da sola. Era la prima volta lontana dalla famiglia durante le feste.
Le stesse telecamere mostrano che Aurora è entrata nel cortile dove è stata trovata insieme a un uomo alto e magro, con indosso un pile bianco. I due sembravano conoscersi. Lui è stato ripreso mentre si allontanava da solo. Gli investigatori lo stanno cercando.
Il corpo di Aurora è stato scoperto dal custode del palazzo lunedì mattina. Era semi-svestita e presentava segni sul collo e lividi sul viso. Il pubblico ministero Antonio Pansa ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. L’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni, dovrà stabilire le cause esatte della morte e se la ragazza abbia subito violenze.
Per il riconoscimento ufficiale sono state necessarie le impronte dentali, dato che Aurora era stata adottata e non era possibile un confronto del DNA con i genitori. Sono stati proprio loro, guardando una foto mostrata dagli investigatori, a riconoscere la figlia dalla postura ancora prima di vederne chiaramente il volto.
La notizia ha scosso le comunità di Fondi e Monte San Biagio, dove la famiglia Livoli è ben conosciuta. Restano ancora molte domande senza risposta: cosa è successo nelle settimane di silenzio, dove è stata Aurora in tutto questo tempo? E soprattutto, chi l’ha uccisa?



