Ieri, nel quartiere di Tai Po a Hong Kong, è esploso un incendio che ha trasformato il complesso residenziale Wang Fuk Court in una trappola mortale. Le fiamme hanno divorato sette grattacieli su otto, causando almeno 55 morti (tra cui un vigile del fuoco e due cittadini indonesiani) e lasciando 279 persone ancora disperse. Si tratta della tragedia più grave che ha colpito l’ex colonia britannica negli ultimi trent’anni.
Il complesso ospita oltre 4.600 residenti, principalmente anziani, distribuiti in circa duemila appartamenti. I soccorritori stanno ancora lottando contro temperature elevatissime per raggiungere i dispersi, mentre oltre 70 persone sono ricoverate in ospedale, molte in condizioni critiche o gravi.
Il rogo in meno di cinque minuti ha avvolto sette torri, una velocità drammatica se si pensa che normalmente servono circa venti minuti per evacuare edifici simili. Le fiamme hanno trovato un alleato devastante nelle impalcature di bambù che avvolgevano gli edifici durante i lavori di ristrutturazione, rivestite da reti di sicurezza, teloni e soprattutto pannelli di polistirolo espanso.
Secondo le prime indagini, il polistirolo altamente infiammabile copriva anche le finestre degli ascensori su ogni piano, permettendo al fuoco di propagarsi rapidamente all’interno degli edifici attraverso i corridoi. Le autorità hanno inoltre scoperto che le reti protettive e altri materiali utilizzati all’esterno non rispettavano gli standard di sicurezza antincendio.
Una delle circostanze più gravi emersa è che i sistemi di allarme antincendio non si sono attivati. I residenti hanno capito che qualcosa non andava solo quando hanno sentito odore di fumo o quando una guardia di sicurezza ha bussato alle porte. Per chi dormiva in quel momento, come ha raccontato un pensionato ottantatreenne del complesso, la situazione è stata disperata.
Circa ottocento vigili del fuoco e quattrocento agenti di polizia, supportati da oltre centoventi autopompe e cinquantasette ambulanze, hanno lavorato senza sosta per contenere il disastro. Oltre settecento persone hanno trovato riparo nei centri di accoglienza aperti dalle autorità.

La polizia ha arrestato tre persone con l’accusa di omicidio colposo: due direttori e un consulente dell’impresa edile responsabile della ristrutturazione, uomini tra i cinquantadue e i sessantotto anni. Secondo gli investigatori, questi avrebbero installato il polistirolo alle finestre senza rispettare le norme di sicurezza, dimostrando una grave negligenza che ha causato la diffusione incontrollabile delle fiamme.
I lavori di ristrutturazione erano in corso da luglio 2024, con un costo di circa 37 milioni di euro, suddiviso tra i residenti che hanno pagato tra 17 e 20mila euro a famiglia. Il bambù, materiale tradizionale usato da millenni in Asia per le costruzioni, è leggero ed elastico ma estremamente infiammabile.
Un video diffuso online mostra alcuni operai fumare sulle impalcature di bambù durante i lavori, alimentando le critiche sui social verso quella che molti considerano negligenza e risparmio sui costi di sicurezza.
Il governo ha annunciato ispezioni su tutti i complessi residenziali in ristrutturazione e ha dichiarato che intende sostituire le impalcature di bambù con strutture metalliche. La Commissione Indipendente contro la Corruzione ha avviato un’inchiesta sui lavori del complesso, considerato l’enorme interesse pubblico nel caso.
Ogni famiglia colpita riceverà un sostegno economico di circa 1.200 dollari, mentre è stato istituito un fondo di assistenza da 38,5 milioni di dollari. Circa cinquecento persone stanno usando nove rifugi d’emergenza, dove sono stati dispiegati centinaia di medici, assistenti sociali e psicologi per supportare chi ha perso tutto.
Il complesso Wang Fuk Court, costruito nel 1983, fa parte di un programma governativo di edilizia popolare in una delle zone più densamente abitate al mondo. La tragedia arriva a pochi giorni dalle elezioni legislative previste per domenica 7 dicembre e potrebbe intensificare il malcontento sociale verso le autorità, già sotto pressione per i prezzi immobiliari altissimi di Hong Kong.
Anche oltre cento animali domestici sono rimasti intrappolati nell’incendio, e organizzazioni locali hanno inviato ambulanze veterinarie per soccorrere quelli salvati dalle fiamme.



