I prezzi dei carburanti continuano a salire in Italia senza segnali di frenata. La benzina supera la soglia di 1,8 euro al litro in self service in almeno sei aree del Paese, e il gasolio, sia sulla rete ordinaria che in autostrada, registra aumenti che in alcune zone sfiorano i picchi del 2022. A monitorare la situazione, con crescente preoccupazione, c’è il Codacons. Secondo i rilevamenti del Codacons, la benzina in modalità self supera 1,8 euro al litro in Basilicata (1,812 €), Calabria (1,820 €), Sicilia (1,805 €), Valle d’Aosta (1,807 €), nella provincia autonoma di Bolzano (1,819 €) e in quella di Trento (1,805 €).
Il gasolio self si avvicina pericolosamente alla soglia psicologica dei 2 euro: già superata a Bolzano (2,00 €), seguita da Trento (1,992 €), Calabria (1,989 €), Valle d’Aosta (1,985 €) e Sicilia (1,984 €).
Sulla rete autostradale la situazione è ancora più critica: cresce il numero di impianti che al servito vendono il gasolio oltre 2,5 euro al litro, con punte che toccano 2,572 euro sull’A4 e sull’A28.
La causa principale è la crisi in Medio Oriente, seguita agli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Le tensioni geopolitiche hanno spinto il petrolio Brent fino a circa 85 dollari al barile, con timori concreti per le forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Dal 4 marzo 2026, in soli quattro giorni, il gasolio è aumentato di oltre 10 centesimi al litro e la benzina di più di 7. Il diesel ha raggiunto i livelli più alti da oltre due anni.

Il Codacons, prima associazione in Italia ad aver segnalato l’utilità delle cosiddette “accise mobili”, torna a battere i pugni sul tavolo: il governo deve tagliare subito le accise sui carburanti di almeno 15 centesimi al litro. Una misura del genere, tenuto conto anche dell’IVA che si applica sulle accise stesse, riporterebbe i listini ai livelli precedenti la crisi. Ma non solo: contribuirebbe a tenere sotto controllo anche i prezzi dei prodotti alimentari, visto che oltre l’80% delle merci vendute in Italia viaggia su strada.
Il ministero delle Imprese ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi, il cosiddetto “Mr. Prezzi”, che incrocia i dati quotidiani dei distributori con le quotazioni internazionali del petrolio per verificare l’assenza di speculazioni. La Guardia di Finanza ha intensificato i controlli. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che l’obiettivo è impedire che l’aumento dell’energia provochi un’esplosione dei prezzi su tutta la filiera, dai carburanti ai beni alimentari.
Secondo le stime di Facile.it, l’aggravio complessivo, tra carburanti, luce e gas, potrebbe tradursi in circa 369 euro in più all’anno per famiglia. Un dato che, sommato all’aumento del pieno (fare benzina a un serbatoio da 50 litri costa già 4-5 euro in più rispetto a settimana scorsa), rende urgente un intervento concreto.



