Il Dicastero per la Dottrina della fede ha pubblicato martedì una nota ufficiale in cui afferma che il sesso tra coniugi non ha come unico scopo la procreazione, ma serve anche a rafforzare il legame e il sentimento di appartenenza reciproca all’interno della coppia. Il documento, intitolato Una caro, che in latino significa una sola carne, si presenta come un elogio della monogamia e un approfondimento sul significato della sessualità nel matrimonio.
La nota è stata scritta dal cardinale prefetto Víctor Manuel Fernández e da monsignor Armando Matteo, segretario della sezione dottrinale del dicastero, ed è stata approvata da papa Leone XIV. Nel testo si legge che la monogamia non è semplicemente l’opposto della poligamia, ma qualcosa di molto più profondo:
La questione è intimamente legata al fine unitivo della sessualità, che non si riduce a garantire la procreazione, ma aiuta l’arricchimento e il rafforzamento dell’unione unica ed esclusiva e del sentimento di appartenenza reciproca.

Non si tratta di una posizione completamente nuova per la Chiesa cattolica. Già l’enciclica Humanae vitae di papa Paolo VI del 1968 aveva espresso questo concetto. Tuttavia, il passaggio ha attirato particolare attenzione considerando la persistente opposizione del Vaticano all’utilizzo dei contraccettivi e alla possibilità di matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Il documento ha valore di orientamento dottrinale, inferiore rispetto a un’enciclica, ma rappresenta comunque una posizione ufficiale della Chiesa.
Nell’introduzione, il cardinale Fernández spiega le ragioni che hanno portato alla pubblicazione della nota. Da un lato, gli sviluppi tecnologici che porterebbero l’essere umano a pensare a sé stesso come ad una creatura senza limiti, che può ottenere tutto ciò che immagina, influenzando anche la scelta di vivere relazioni esclusive. Dall’altro, discussioni recenti con vescovi africani sulla questione della poligamia, ancora diffusa in quelle regioni, e l’osservazione che forme di relazioni non esclusive come il poliamore stanno crescendo anche in Occidente.
Il documento descrive la relazione tra coniugi come un’amicizia carica di conoscenza reciproca, di apprezzamento dell’altro, di complicità, di intimità, di comprensione e pazienza. Secondo la nota, questo approccio alla coppia non implica una svalutazione del piacere sessuale. Al contrario, vissuto in questo modo, il sesso non solo viene impreziosito, ma può anche essere potenziato.
La Santa Sede sottolinea inoltre che la sessualità non dovrebbe essere vissuta come un semplice lasciarsi trasportare dagli impulsi, ma come l’azione della persona che sceglie di unirsi pienamente all’altro. Il documento invita a trattare il partner come una persona e non come un mezzo per soddisfare bisogni immediati:
Se ci si ripiega su se stessi e sui propri bisogni immediati, e si usa l’altro come solo mezzo per il loro sfogo, il piacere lascia più insoddisfatti e il sentimento di vuoto e solitudine diventa più amaro.
La Chiesa, dunque, auspica che all’interno della coppia il sesso possa liberare il cuore da traumi, paure, angosce, ansie, sentimenti di solitudine, abbandono, incapacità di amare, quando vissuto nel rispetto reciproco e nell’ottica di un’unione esclusiva e duratura.



