Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Iran nuova polveriera del mondo: a Teheran pile di cadaveri in strada e Trump si propone come paciere

Iran nuova polveriera del mondo: a Teheran pile di cadaveri in strada e Trump si propone come paciere

L'Iran è in fiamme: proteste in oltre 100 città, blackout internet totale e decine di morti. Trump offre aiuto mentre Khamenei reprime col pugno di ferro.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino11 Gennaio 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
proteste in Iran
proteste in Iran (fonte: YouTube)

L’Iran sta vivendo una delle ondate di proteste più violente degli ultimi anni. Immagini rubate da Teheran mostrano scene drammatiche: decine di cadaveri in sacchi neri allineati nel centro di medicina legale di Kahrizak, con genitori disperati che cercano i corpi dei figli tra i manifestanti uccisi.

Da tre giorni il paese è immerso in un blackout quasi totale di internet, ordinato dalla Guida suprema Ali Khamenei per soffocare le proteste. Solo chi riesce a connettersi tramite Starlink, il servizio satellitare, può far uscire notizie dal paese. E quello che raccontano è agghiacciante.

Le testimonianze parlano di cecchini sui tetti che sparano dritti ai volti dei manifestanti, droni che sorvegliano dall’alto e milizie che entrano negli ospedali per arrestare i feriti. Chi può evita il pronto soccorso e si fa curare in case private, lontano dalle Guardie rivoluzionarie.

Un medico di Teheran descrive la situazione come “una guerra”: manca sangue, manca personale, gli ospedali sono sopraffatti da feriti con colpi alla testa e al cuore. Molti non arrivano nemmeno vivi ai letti di emergenza. La BBC ha verificato che in un solo ospedale della città di Rasht sono stati portati 70 corpi in una sola notte di venerdì. A Teheran, un operatore sanitario parla di 38 morti in una singola struttura, per lo più ragazzi tra i 20 e 25 anni.

Il bilancio reale delle vittime è impossibile da stabilire. L’organizzazione Human Rights Activists conta almeno 71 morti, ma sono solo quelli identificati. Alcune stime parlano di oltre 200 vittime solo nella capitale. Anche 14 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi negli scontri.

La risposta del regime si fa sempre più dura. Il capo della magistratura ha ordinato l’apertura di tribunali speciali per processare rapidamente i “rivoltosi”. Il procuratore generale ha avvertito che chiunque protesti sarà considerato “nemico di Dio”, un’accusa che in Iran può portare alla pena di morte. Centinaia di persone sono già state arrestate.

Il blocco di internet è il più severo mai imposto dal governo iraniano, peggiore anche di quello durante le proteste “Donna, Vita, Libertà” del 2022. Non solo è bloccato l’accesso al web mondiale, ma anche l’intranet domestica è gravemente limitata. L’unico modo per comunicare con l’esterno è Starlink, ma le autorità potrebbero tracciare queste connessioni.

Le proteste sono scoppiate due settimane fa a causa dell’inflazione galoppante che supera il 50 per cento e raggiunge il 70 per cento per i prodotti alimentari. La moneta iraniana è crollata: nel 1979 un dollaro valeva 70 rial, oggi ne vale 1,47 milioni, un deprezzamento superiore al 99 per cento.

Ma quello che era iniziato come una protesta economica si è trasformato in una richiesta di fine del regime clericale di Khamenei. Oltre 100 città sono in fiamme, con manifestanti che in alcuni quartieri di Teheran hanno preso il controllo delle strade.

La Guida suprema ha definito i manifestanti “un gruppo di vandali” che cercano di “compiacere” il presidente americano Donald Trump. Secondo fonti interne, Khamenei avrebbe messo le Guardie rivoluzionarie in stato di allerta massima, superiore a quello durante la guerra con Israele. Il regime smentisce voci di una possibile fuga dell’ayatollah dalla capitale.

Donald Trump ha scritto sui social sabato scorso: “L’Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare“. Non ha fornito dettagli, ma secondo il New York Times e il Wall Street Journal, Trump è stato informato su possibili opzioni per attacchi militari nel paese, anche se al momento non ci sarebbe alcuna “minaccia imminente”.

Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià iraniano esiliato a Washington, cerca di guidare a distanza le proteste. Ha chiesto ai manifestanti di continuare la lotta e paralizzare l’economia attraverso scioperi nei settori chiave come trasporti, petrolio ed energia. L’obiettivo dichiarato è “prepararsi a conquistare e difendere i centri urbani”. In un video pubblicato domenica ha promesso: “So che sarò presto al vostro fianco”.

Video verificati mostrano scontri violenti tra manifestanti mascherati e forze di sicurezza a Mashhad, la seconda città più grande del paese, con i dimostranti che si riparano dietro bidoni della spazzatura e falò mentre le forze governative avanzano.

Anche il presidente “riformista” Masoud Pezeshkian, inizialmente cauto, ha cambiato tono con l’intensificarsi delle proteste, segno che il regime è in seria difficoltà. Amnesty International ha denunciato “rapporti angoscianti” sull’uso illegale della forza letale contro i manifestanti da parte delle forze di sicurezza.

La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che chi protesta contro Khamenei non dovrebbe affrontare “la minaccia di violenza o rappresaglie”. Queste sono le manifestazioni più diffuse dalla rivolta del 2022, scatenata dalla morte di Mahsa Amini, la giovane curda arrestata e uccisa per non aver indossato correttamente il velo.

In primo piano
Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

A Milano un tram ti riporta nel 1990: due giorni dentro Beverly Hills 90210

25 Aprile 2026

Usa contro Spagna: “Sospensione dalla Nato” per chi non aiuta nella guerra all’Iran

24 Aprile 2026

Il regista di Leaving Neverland sciocca tutti: “Michael Jackson peggio di Epstein”

24 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.